Inserisci l’URL del tuo sito: lo controlliamo ogni ora — o ogni giorno, o ogni settimana, se preferisci — e ti avvisiamo solo se va offline, risponde con errori, cambia in modo inatteso, oppure risponde benissimo ma al posto della tua pagina mostra un errore — il guasto che un controllo di sola disponibilità non vede mai. Nessun avviso = tutto ok, e finché qualcosa non va — un controllo che non riesce, un sito che risponde con un errore — lo dice la riga del monitoraggio nella tua area.
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- Ti avvisiamo quando cambia qualcosa, e anche quando il controllo smette di riuscire: dopo 3 controlli non riusciti di fila ti scriviamo, e intanto la riga del monitoraggio nella tua area lo dice dal primo.
- Metti in pausa o disattivi quando vuoi, dalla tua dashboard.
Serve un account gratuito per attivare il monitoraggio. Ci vogliono 30 secondi. Registrati in 30 secondi
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Cosa fa
Sorveglia Sito visita la pagina indicata con la frequenza che scegli — ogni ora, ogni giorno o ogni settimana — e verifica cinque cose: che il sito sia raggiungibile, il codice di risposta del server, il titolo della pagina, il contenuto principale e — la quinta, quella che ci distingue — che la pagina servita sia davvero il tuo sito e non una schermata d’errore al suo posto. Ogni controllo viene confrontato con il precedente e l’avviso parte solo quando la differenza è significativa, non per ogni minima variazione. Le quattro cose le leggiamo nel documento che il server ci manda: se una pagina il testo lo fa scrivere al browser, il contenuto non possiamo confrontarlo e te lo diciamo subito, invece di lasciarti credere che il silenzio valga come «non è cambiato niente». Il monitor si limita a leggere la pagina: non invia mai moduli, non effettua acquisti né prenotazioni.
La quinta cosa: il sito risponde, ma la pagina non è la tua
È il guasto più facile da non vedere, perché da fuori il sito sembra acceso: il server risponde regolarmente, ma al posto della tua pagina esce l’errore del programma che la genera, il messaggio di un database irraggiungibile, l’avviso di un account sospeso dall’hosting, la pagina di chi rivende il dominio scaduto o la schermata di benvenuto di un server vuoto. Un monitoraggio che guarda solo se il sito risponde lo segna verde per settimane, mentre i tuoi visitatori — e chi ti trova da Google — vedono quella schermata.
Quanto è raro? Lo abbiamo misurato invece di stimarlo. Il 20/09/2026 abbiamo letto 142 siti di aziende italiane presi dalla mappa di OpenStreetMap (negozi, uffici e artigiani di Bologna) che rispondevano regolarmente: uno di questi non serviva il proprio sito ma soltanto il messaggio d’errore ripetuto di un disco pieno, con il titolo della pagina vuoto. Per qualunque controllo di sola disponibilità quel sito era, ed è, verde.
Quando succede te lo diciamo subito, e lo diciamo in modo che tu possa girare l’email a chi ti gestisce il sito: l’avviso nomina il guasto, spiega che il server sta rispondendo — così nessuno pensa a un errore nostro — e dice che cosa vede adesso chi arriva sul sito. Nel frattempo teniamo da parte l’ultima lettura buona senza sostituirla: finché dura non ti raccontiamo che il titolo o il contenuto sono cambiati, perché non sarebbe vero, e quando la pagina torna a posto il confronto riparte da dove l’avevamo lasciato, così una modifica avvenuta durante il guasto ti arriva lo stesso. Se la pagina è già così al primo controllo te lo diciamo dichiarando che l’abbiamo trovata così, non che si è appena rotta.
Per chi è
Titolari di siti aziendali e e-commerce, agenzie web che gestiscono siti di clienti, liberi professionisti che vogliono sapere subito se la propria vetrina online smette di funzionare, senza dover controllare a mano.
Come funziona
- Inserisci l’URL della pagina da tenere sotto controllo.
- Il primo controllo crea la fotografia di riferimento: stato, risposta, title e contenuto.
- I controlli successivi avvengono in automatico con la frequenza che scegli: ogni ora, che è quella che ti proponiamo perché un sito spento si vuole sapere presto, oppure ogni giorno o ogni settimana.
- Ricevi un avviso solo quando qualcosa cambia davvero: sito irraggiungibile, errore del server, title diverso o contenuto modificato.
Input supportati
Un URL pubblico http o https. Le pagine protette da login o da paywall non sono supportate. Le pagine il cui testo lo scrive il browser (applicazioni a pagina singola in JavaScript) le sorvegliamo su tre dei quattro controlli — raggiungibilità, codice di risposta e title — e il contenuto no: te lo diciamo al primo controllo, non te lo lasciamo dedurre. L’indirizzo deve servire una pagina web: se a quell’URL il server manda un file — un PDF, una risposta JSON — sorvegliamo solo raggiungibilità e codice di risposta, e te lo diciamo al primo controllo. Puoi monitorare la home o qualsiasi pagina interna specifica.
Risultato
Un avviso via email quando viene rilevato un cambiamento significativo, con il dettaglio di cosa è cambiato: disponibilità, codice di risposta, title o contenuto, sempre con il confronto tra prima e dopo — il codice di prima e quello di adesso, il title di prima e quello di adesso e, per il contenuto, quante righe di testo sono state aggiunte e quante rimosse. Il testo riga per riga non è compreso: per quello c’è Sorveglia Pagine Web. L’avviso di un sito in errore parte una volta sola, quando cade: lo stesso codice ripetuto per un mese non è una notizia nuova, e non ti riempiamo la posta. Per tutto il tempo in cui il sito resta così, però, la riga del monitoraggio nella tua area dice con quale codice sta rispondendo. Quindi la regola è questa: se non ricevi nulla e quella riga non segnala niente, il sito sta rispondendo normalmente.
Limiti
Il monitor osserva la pagina così come viene servita: il contenuto lo leggiamo nel documento che il server ci manda, non nella pagina disegnata dal browser. Se una parte del testo arriva dopo via JavaScript, quella parte non la vediamo; se il testo arriva tutto così — come nelle applicazioni a pagina singola, dove nel documento c’è solo un involucro vuoto — del contenuto non vediamo niente. In quel caso non restiamo zitti: al primo controllo ti mandiamo un avviso che lo dice, ti ricorda che gli altri tre controlli (raggiungibilità, codice di risposta, title) continuano a funzionare, e ti spiega quale indirizzo indicare al posto di quello. Quell’avviso non è l’unico posto in cui lo trovi scritto: per tutto il tempo in cui non riusciamo a leggere il contenuto, la riga del monitoraggio nella tua area lo dichiara, invece di mostrarsi identica a quella di un sito sorvegliato per intero. Quando la pagina diventa leggibile te lo diciamo e riprendiamo a sorvegliare anche il contenuto. Un caso diverso, e che trattiamo in modo diverso: se davanti alla pagina compare una schermata di verifica anti-bot — quelle del tipo «un momento, stiamo controllando la connessione» — non è il tuo sito che è cambiato, e non te lo raccontiamo come tale. Teniamo da parte l’ultima lettura riuscita senza sostituirla, sospendiamo il confronto del title e del contenuto (che in quel momento sono quelli della schermata, non i tuoi) e continuiamo a controllare raggiungibilità e codice di risposta. Te lo diciamo con un avviso e resta scritto nella riga del monitoraggio finché dura; quando la schermata non c’è più, il confronto riparte dall’ultima lettura vera, così una modifica avvenuta nel frattempo ti arriva lo stesso. Un terzo caso, e si distingue dagli altri due perché quello che ci arriva non è una pagina web: a volte a un indirizzo il server manda un file — un PDF, una risposta JSON, un archivio — invece della pagina. Succede a chi indica per sbaglio il link del listino invece di quello della pagina che lo mostra, e succede quando è il server a cambiare cosa risponde a quell’URL. Un file non ha un tag title e non ha il contenuto di una pagina: su quei due controlli non possiamo dirti niente, e non ti raccontiamo che il tuo sito è cambiato. Teniamo da parte l’ultima pagina letta davvero senza sostituirla, continuiamo a controllare raggiungibilità e codice di risposta, e te lo diciamo con un avviso che nomina il tipo di file ricevuto; finché dura resta scritto nella riga del monitoraggio. Quando a quell’indirizzo torna una pagina riprendiamo il confronto da dove l’avevamo lasciato. Un’interruzione molto breve che inizia e finisce tra due controlli consecutivi può sfuggire. Prima di attivare il monitoraggio leggiamo il file robots.txt del sito: se vieta l’accesso automatico al nostro agente (MegaEngineMonitor) il monitoraggio non parte, e te lo diciamo subito citando la regola che lo impedisce. Se il divieto compare più tardi, mettiamo il monitoraggio in pausa e ti avvisiamo, invece di lasciarti credere che il silenzio significhi «tutto in ordine». I termini d’uso scritti in prosa legale un programma non può leggerli: se il sito non è tuo, verificare di poterlo sorvegliare resta una tua responsabilità.
Quando un controllo non riesce del tutto — il sito non risponde, il dominio non si risolve, la connessione va in timeout — non ti avvisiamo al primo colpo, ma non aspettiamo nemmeno il controllo programmato successivo: lo ripetiamo dopo circa cinque minuti e poi dopo altri cinque, qualunque sia la frequenza che hai scelto, e ti scriviamo se non riescono tre controlli consecutivi. Così un’interruzione di pochi minuti non ti sveglia, e una vera ti arriva dieci minuti dopo il controllo che l’ha vista, non il giorno dopo. Fa eccezione un caso solo: se già il primo controllo ci dice che quell’indirizzo non esiste, non è pubblico o il suo dominio non si risolve, e da noi non ha mai funzionato, te lo scriviamo subito. Non è un’interruzione passeggera da confermare, è quasi sempre un refuso nell’indirizzo, e aspettare una conferma vorrebbe dire solo rimandare una notizia che è già certa. In quel caso l’avviso non parla di una pagina «scomparsa»: ti dice che non l’abbiamo mai letta e ti manda a rileggere l’indirizzo. Nel frattempo il silenzio non significa «è tutto a posto», e non ti lasciamo dedurlo: nella tua area, sulla riga del monitoraggio, trovi scritto che cosa non ha funzionato, quanti controlli consecutivi non sono riusciti e la data dell’ultimo controllo riuscito — cioè fino a quando il silenzio valeva davvero come buona notizia.
Per email ti mandiamo al massimo 20 avvisi all’ora. Se in un’ora ne maturano di più — capita a chi tiene attivi molti monitoraggi con controllo frequente — gli altri non te li mandiamo in posta, ma li registriamo tutti nel tuo storico, ognuno con la sua data e ora, e te lo diciamo con un avviso apposta: per quell’ora il silenzio della posta non significa «niente di nuovo».
Privacy e dati
Conserviamo l’URL indicato e la fotografia dell’ultimo controllo — codice di risposta, tag title e testo estratto dalla pagina — necessaria per confrontarlo con il successivo e per dirti cosa è cambiato. I dati raccolti vengono elaborati temporaneamente, non vengono conservati in modo permanente per impostazione predefinita e non vengono mai usati per addestrare modelli.
Domande frequenti
Cosa conta come cambiamento significativo?
Sito irraggiungibile, codici di errore del server, title modificato o una porzione rilevante di contenuto diversa dal controllo precedente. Variazioni minime come date, contatori o banner rotativi vengono ignorate per non generare falsi allarmi.
Il mio sito risponde: come fa a essere «rotto»?
Rispondere e funzionare sono due cose diverse. Il server può rispondere «tutto a posto» e consegnare una pagina che non è il tuo sito: succede quando il programma che genera le pagine va in errore e stampa il messaggio al posto del contenuto, quando il database non risponde, quando l’hosting sospende l’account, quando il dominio scade e al suo posto compare la pagina di chi lo rivende. In tutti questi casi il sito risulta raggiungibile e il codice di risposta è quello di una pagina sana: un controllo di sola disponibilità non se ne accorge. Noi guardiamo anche che cosa c’è scritto nella pagina. Per non dare allarmi a vanvera non ci basta trovare quelle parole da qualche parte: il guasto deve essere ciò che il visitatore legge per primo e deve occupare la pagina — così un’agenzia che spiega quegli errori in un suo articolo non viene mai segnalata come rotta.
Quanto tempo passa fra la caduta del sito e l’avviso?
Dipende dalla frequenza che scegli. Con «Ogni ora», quella che il modulo ti propone, il controllo che trova il sito giù arriva entro un’ora dall’inizio del guasto. Se il sito risponde con un errore — per esempio 500 o 503 — l’avviso parte da quel controllo; se non risponde affatto lo riproviamo dopo cinque e dopo dieci minuti, e l’avviso parte al terzo tentativo a vuoto. Nel caso peggiore, quindi, un’ora e dieci minuti dopo la caduta. Con «Ogni giorno» il primo controllo può arrivare fino a un giorno dopo, con «Ogni settimana» fino a una settimana. Un guasto che comincia e finisce fra due controlli può sfuggire. Se ti serve saperlo entro un minuto, questo non è lo strumento giusto: servono i servizi di uptime che controllano ogni minuto da più punti del mondo.
Il monitor interagisce con il mio sito?
No. Effettua solo richieste di lettura, come farebbe un normale visitatore che apre la pagina. Non compila moduli, non clicca pulsanti, non effettua acquisti né prenotazioni.
Perché non ricevo avvisi?
È il funzionamento previsto: ti scriviamo solo quando c’è qualcosa che merita la tua attenzione. Attenzione però a un caso: se un controllo non riesce affatto — sito irraggiungibile, dominio che non risolve — l’avviso parte al terzo tentativo consecutivo a vuoto, non al primo — ma i tre tentativi stanno in dieci minuti, perché dopo il primo non aspettiamo il controllo programmato. In quei dieci minuti non ricevi posta, ma non sei all’oscuro: la riga del monitoraggio nella tua area dice che i controlli non stanno riuscendo e da quando. C’è un secondo caso, e riguarda solo il contenuto: se la pagina il testo lo fa scrivere al browser, noi quel testo non lo leggiamo e sul contenuto non ti avviseremo mai. Non lo scopri dal silenzio: te lo diciamo con un avviso al primo controllo. E non devi ricordarti se quell’email è arrivata: finché dura, la riga del monitoraggio nella tua area lo dice, e dice da quando è l’ultima volta che il contenuto l’abbiamo letto davvero. C’è un terzo caso, ed è il più facile da fraintendere: se il sito risponde con un codice di errore te lo scriviamo subito, ma una volta sola, perché lo stesso 404 ripetuto ogni giorno non è una notizia nuova. Finché dura, la riga del monitoraggio nella tua area dice con quale codice sta rispondendo, e quando il sito torna a posto te lo diciamo con un avviso apposta. C’è un quarto caso: se a quell’indirizzo il server manda un file invece di una pagina — un PDF, una risposta JSON — su title e contenuto non ti avviseremo mai, perché un file non ne ha. Anche questo te lo diciamo con un avviso al primo controllo in cui succede, e resta scritto nella riga del monitoraggio finché dura. Se lì non c’è scritto niente del genere, allora nessun avviso significa davvero che il sito sta rispondendo normalmente.