Scrivi la partita IVA e la denominazione di un fornitore che hai già verificato: la ricontrolliamo a intervalli regolari su VIES, sulla lista sanzioni dell’Unione Europea, su GLEIF e sugli avvisi di aggiudicazione pubblicati su TED, e ti avvisiamo quando una di queste fonti cambia risposta. Il primo controllo ti manda la fotografia dello stato di adesso; dopo, nessun avviso significa che su quelle fonti non è cambiato niente. Se un controllo non riesce lo trovi scritto, fonte per fonte, nella riga del monitoraggio nella tua area.
Novità: questo strumento è appena arrivato. Ogni controllo passa verifiche automatiche, e puoi metterlo in pausa o disattivarlo quando vuoi dalla tua area.
- Ti avvisiamo quando cambia qualcosa, e anche quando il controllo smette di riuscire: dopo 3 controlli non riusciti di fila ti scriviamo, e intanto la riga del monitoraggio nella tua area lo dice dal primo.
- Metti in pausa o disattivi quando vuoi, dalla tua dashboard.
Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.
- VIES VAT validation service — Commissione Europea – DG TAXUD con condizioni
- EU Consolidated Financial Sanctions List — Commissione Europea con condizioni
- GLEIF LEI API — Global Legal Entity Identifier Foundation open data
- TED Search API — Publications Office of the EU open data
- ANAC – BDNCP/Open Data — ANAC con condizioni
- Registro Imprese – Accesso alle Banche Dati API — InfoCamere / Camere di Commercio solo con contratto
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Cosa fa
VIES, il servizio della Commissione Europea (DG TAXUD) per la verifica delle partite IVA, dice se il numero è valido per le operazioni intracomunitarie e, quando lo Stato membro lo pubblica, la denominazione dell’intestatario. Non contiene bilanci, soci o amministratori; per le partite IVA italiane contiene solo quelle iscritte all’archivio per gli scambi intra-UE, quindi «non valida» non vuol dire «cessata». Le sue condizioni d’uso limitano i dati alla finalità di verifica: la risposta di VIES la usiamo per il controllo che ci hai chiesto e per confrontarla con il nome che hai scritto tu, e non per interrogare le altre fonti.
La lista consolidata delle sanzioni finanziarie dell’Unione Europea, pubblicata dalla Commissione Europea, elenca persone, entità e gruppi sanzionati con alias, identificativi e programma; la fonte dichiara un aggiornamento giornaliero e noi ne rileggiamo una copia ogni giorno. Non contiene le liste statunitense (OFAC) e britannica; il riuso è ammesso per i controlli di conformità.
GLEIF (Global Legal Entity Identifier Foundation), la fondazione che gestisce il codice LEI, dà codice, ragione sociale, paese, indirizzo, stato dell’entità e stato della registrazione; dati riutilizzabili alle condizioni di GLEIF, che ogni avviso cita come fonte. Contiene solo le imprese che hanno chiesto un LEI, che non è obbligatorio per un fornitore comune: se il tuo non lo ha, questa parte del controllo non c’è, e la riga del monitoraggio lo scrive.
TED (Tenders Electronic Daily), la Gazzetta ufficiale degli appalti pubblici dell’Unione Europea, pubblica gli avvisi di aggiudicazione: da lì leggiamo gli appalti in cui compare come vincitore un’impresa con la denominazione che ci hai indicato, con oggetto, committente, importo quando è dichiarato e numero di pubblicazione per verificare. TED contiene solo il sopra soglia europeo: un fornitore che lavora molto con la pubblica amministrazione italiana può non avere nessuna riga qui, e non è un fatto su di lui — è il perimetro della fonte.
Due fonti che questo prodotto dichiara e non legge, e non le scopri dopo: ANAC — la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, che coprirebbe anche il sotto soglia italiano — respinge le richieste automatiche, quindi non la interroghiamo; il Registro Imprese delle Camere di Commercio (InfoCamere) è a pagamento e si accende solo con un contratto fra Mega Engine e InfoCamere, che oggi non è attivo. Finché è così non sorvegliamo stato dell’impresa, sede legale e cariche, e il monitoraggio lo scrive dal primo controllo nella riga della tua area, invece di lasciarti una sezione vuota da interpretare. Il monitor legge soltanto: non contatta il fornitore, non gli invia niente, non compila moduli.
Per chi è
Uffici acquisti che non vogliono rifare a mano ogni trimestre la verifica fatta all’ingresso; chi si occupa di conformità in aziende che non possono lavorare con soggetti sanzionati; commercialisti che seguono i fornitori dei clienti; imprese che vogliono sapere quando un subappaltatore si aggiudica altri appalti pubblici europei.
Come funziona
- Nel campo «Partita IVA del fornitore» scrivi il numero, uno per monitoraggio, con o senza il prefisso del paese; nel campo «Denominazione del fornitore» il nome dell’impresa come compare sul contratto o sulla fattura. La denominazione è obbligatoria: con quella cerchiamo nella lista sanzioni, in GLEIF e fra le aggiudicazioni TED, e senza resterebbe solo la verifica della partita IVA. Il «Codice LEI» è facoltativo: se lo indichi leggiamo quella scheda invece di cercarla per nome.
- Il primo controllo fotografa lo stato attuale, fonte per fonte, e te lo manda per email: comprese le parti che non ci sono e perché — LEI assente, ANAC non interrogabile, Registro Imprese senza contratto. Se il LEI lo abbiamo cercato per nome, la fotografia dice quale scheda GLEIF abbiamo preso, con codice, ragione sociale e paese: se non è il tuo fornitore, correggi indicando il LEI.
- I controlli successivi rileggono le stesse fonti ogni giorno (dalla tua area puoi passare a ogni ora o a ogni settimana) e le confrontano con la fotografia precedente. Ricevi un avviso solo quando c’è una differenza.
- La riga del monitoraggio nella tua area mostra lo stato di ciascuna fonte con la data in cui l’abbiamo letta l’ultima volta. Le date sono per fonte e non una sola: se GLEIF non risponde da due giorni ma VIES sì, lo vedi da lì.
Input supportati
Una partita IVA per monitoraggio, con o senza il prefisso del paese, e la denominazione nel campo apposito; il codice LEI è facoltativo. Con una partita IVA di qualunque Stato membro funzionano tutte e quattro le fonti collegate. Se VIES non pubblica la denominazione per quello Stato — è una scelta di ciascun paese, non un dato mancante — il confronto fra nome scritto e nome restituito non c’è, e la riga del monitoraggio lo dice; lista sanzioni, GLEIF e TED lavorano comunque con il nome che hai indicato tu. Il codice fiscale di una persona fisica non è una partita IVA e non è accettato in questo campo.
Risultato
Un avviso via email a ogni variazione, che dice quale fonte è cambiata e che cosa, con il valore di prima, quello di adesso e la fonte citata per nome. Sono segnalate come da verificare subito tre cose: la partita IVA che non risulta più valida, il nome registrato al VIES che non coincide più con quello che hai dichiarato, e un riscontro nuovo nella lista sanzioni. Arrivano invece come informazione: il cambio di denominazione registrata, i cambi di stato sulla scheda LEI, un riscontro sanzioni che sparisce e ogni nuovo appalto pubblico europeo aggiudicato a quel nome. I campi che una fonte non pubblica restano vuoti, e non scriviamo mai «sanzionato» o «cessato» come conclusione nostra: scriviamo che cosa ha risposto la fonte, e quando.
Limiti
Una corrispondenza per nome nella lista sanzioni è un’omonimia possibile, non un’identificazione, e il silenzio su questa fonte non dice niente delle liste statunitense o britannica. Lo stesso vale per un LEI cercato per nome: può essere di un’impresa con denominazione uguale o simile — succede anche fra paesi diversi — e se la fotografia mostra un’altra impresa gli avvisi GLEIF non riguardano il tuo fornitore; per questo la riga mostra sempre il paese, ed esiste il campo del codice. Anche le aggiudicazioni TED sono appaiate per nome del vincitore: il numero di pubblicazione in ogni riga serve a verificarlo sulla scheda ufficiale. Una variazione che compare e rientra fra due controlli può sfuggire.
Senza il contratto fra Mega Engine e InfoCamere non sappiamo dirti se l’impresa è in liquidazione o ha cambiato sede o amministratore; anche con il contratto non leggeremmo bilanci, protesti o procedure concorsuali. Sorveglia Fornitore non è un’indagine sull’impresa e non sostituisce la visura camerale, il parere di un legale o del commercialista: ti dice che una fonte ha cambiato risposta, e dove andare a leggere. Non produce un punteggio di rischio. Il quadro completo di un’azienda in un momento solo lo fa Dossier Azienda; la verifica all’ingresso, con lo stesso insieme di fonti, la fa Verifica Fornitore; per sito e certificato del fornitore c’è Sorveglia Dominio e SSL.
Un controllo può non riuscire: nessuna di queste fonti ha un livello di servizio garantito. Vale come «non riuscito» il silenzio delle due fonti su cui il prodotto si regge — VIES e la lista sanzioni; se a tacere sono GLEIF o TED il controllo resta valido e sono quelle due righe a dirlo. Non ti avvisiamo al primo colpo: teniamo l’ultima lettura riuscita e aspettiamo tre controlli consecutivi non riusciti prima di scriverti. Nel frattempo il silenzio non significa «è tutto a posto»: sulla riga del monitoraggio, dal primo controllo, trovi quale fonte non ha risposto, quanti controlli consecutivi non sono riusciti e la data dell’ultima lettura riuscita di ciascuna fonte. Quando la fonte torna te lo diciamo.
Per email ti mandiamo al massimo 20 avvisi all’ora. Se in un’ora ne maturano di più — capita a chi tiene attivi molti monitoraggi con controllo frequente — gli altri non te li mandiamo in posta, ma li registriamo tutti nel tuo storico, ognuno con la sua data e ora, e te lo diciamo con un avviso apposta: per quell’ora il silenzio della posta non significa «niente di nuovo».
Privacy e dati
Conserviamo la configurazione — partita IVA, denominazione, frequenza e, se lo hai indicato, il codice LEI — e la fotografia dell’ultimo controllo: della risposta di VIES la validità, la denominazione restituita, l’esito del confronto con quella che hai indicato e la data della lettura; l’esito del confronto con la lista sanzioni, cioè le voci corrispondenti o «nessuna»; della scheda GLEIF codice, ragione sociale, paese e i due stati; di TED i numeri di pubblicazione degli avvisi già visti, che servono a non riannunciarti due volte lo stesso appalto. Restano finché il monitoraggio esiste: quando lo cancelli se ne vanno con lui. I file scaricati dalle fonti non li conserviamo oltre il controllo.
Nelle fonti pubbliche ci sono dati di persone: le persone fisiche nella lista sanzioni, i rappresentanti negli avvisi di gara. Li trattiamo con il minimo necessario: un nome di persona compare in un avviso solo quando è lui la variazione da verificare, e non lo usiamo per costruire liste di marketing. Niente viene usato per addestrare modelli, e al fornitore non arriva nulla.
Domande frequenti
Ogni quanto controllate?
Ogni giorno; dalla tua area puoi passare a ogni ora o a ogni settimana. Ogni ora serve a poco: la lista sanzioni UE dichiara un aggiornamento giornaliero e TED pubblica a giornata, quindi controllare più spesso non fa comparire novità che le fonti non hanno pubblicato.
Cosa succede al primo controllo?
Ricevi un’email con la fotografia iniziale: una riga per fonte, comprese quelle che per questo fornitore non hanno risposta. È l’unico avviso che mandiamo senza che sia cambiato niente, e serve a farti vedere da subito che cosa stiamo davvero guardando.
Perché una corrispondenza nella lista sanzioni va verificata a mano?
Perché il confronto avviene sui nomi e sugli alias, e un nome può coincidere con quello di un soggetto diverso. L’avviso dice quale voce ha fatto scattare la corrispondenza e rimanda alla lista ufficiale della Commissione Europea: sei tu, o chi si occupa di conformità, a stabilire se è la stessa entità.
Quanti fornitori posso sorvegliare?
Ogni partita IVA è un monitoraggio separato. Puoi tenerne attivi fino a 25 per account, contati insieme su tutti i prodotti watch e radar; un monitoraggio in pausa non occupa un posto fra i 25 ma resta salvato con il suo storico; le righe salvate, attive e in pausa insieme, al massimo 50.