Verifica Fornitore

Scrivi la partita IVA di un fornitore o di un cliente UE, e accanto la tua. Ricevi l’esito del controllo in tre stati — verificato, da controllare, non verificato — e il numero di consultazione rilasciato da VIES: l’identificativo con cui la Commissione Europea registra che quel soggetto ha verificato quel numero in quel momento. Le tre letture sono gratuite e le potresti fare a mano in qualche minuto; il numero di consultazione no: il sito pubblico di VIES non lo mostra, lo rilascia solo a chi si identifica con la propria partita IVA. È la parte del controllo che resta quando qualcuno, mesi dopo, chiede di dimostrarlo.

Esempio di risultato reale

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Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.

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Cosa fa

Il motore interroga tre fonti pubbliche e gratuite e mette le risposte una accanto all’altra. La prima è VIES, il servizio di validazione delle partite IVA della Commissione Europea (DG TAXUD): dice se la partita IVA che hai scritto è valida per le operazioni intracomunitarie. VIES non dice se l’impresa è solvibile, chi la amministra o che bilanci ha depositato: risponde soltanto sulla validità della partita IVA, con nome e indirizzo quando lo stato membro li restituisce. Le condizioni del servizio permettono di usare la risposta di VIES solo per la verifica: è quello che ne facciamo, e non ci costruiamo sopra archivi di marketing.

VIES ha due porte, e non danno la stessa cosa. Quella pubblica risponde «valido o no»: è ciò che chiunque ottiene dal sito in due clic. L’altra, se nella domanda c’è la partita IVA di chi chiede, restituisce in più un identificativo della consultazione — il numero di consultazione — e, per gli stati membri che lo processano, la conferma ufficiale dei dati dichiarati. Questo prodotto usa la seconda quando scrivi la tua partita IVA nel campo «La tua partita IVA». Se non la scrivi, o se VIES non la riconosce come valida, il controllo si fa dalla porta pubblica e il report ti dice che il numero di consultazione non c’è e perché: un documento non deve mai far cercare al lettore una riga che non è stata scritta.

La seconda è GLEIF, la Global Legal Entity Identifier Foundation, che pubblica l’archivio mondiale dei codici LEI con riuso libero: per un fornitore italiano il motore la legge sul numero — il registro dichiara il codice fiscale con cui l’impresa è iscritta — e negli altri casi la cerca per denominazione e paese; se la trova, riporta codice LEI, ragione sociale, indirizzo, stato del codice e, quando l’impresa l’ha dichiarata a GLEIF, la casa madre; se non è dichiarata la casella resta vuota. La lettura sul numero è un fatto. La ricerca per nome no — serve per i fornitori esteri e per le società italiane che il registro conosce con un codice fiscale diverso dalla partita IVA —: un omonimo può produrre un LEI che non è del tuo fornitore, perciò il report etichetta il record come INFERENZA AI finché nome, paese e indirizzo non coincidono con quelli di VIES. Non tutte le imprese hanno un LEI: l’assenza non dice niente sull’impresa e il report la scrive come «nessun LEI trovato», non come un difetto. La terza è la lista consolidata delle sanzioni finanziarie dell’Unione Europea, pubblicata dalla Commissione Europea con aggiornamento giornaliero e prevista per lo screening e la conformità: è l’unico uso che ne facciamo. Contiene persone, gruppi ed entità soggetti a misure restrittive UE, con alias, identificativi e programma di riferimento. Il motore vi confronta la denominazione che dichiari e quelle restituite da VIES e GLEIF.

Per chi è

Uffici acquisti e amministrazione che inseriscono un nuovo fornitore in anagrafica e vogliono una prova del controllo fatto. Chi vende a clienti B2B di altri paesi UE e deve documentare che la partita IVA del cliente era valida al momento dell’operazione. Chi riceve una fattura da un fornitore mai visto e vuole, prima di pagarla, un riscontro tra partita IVA e denominazione dichiarata.

Come funziona

  • Scrivi nel campo «Partita IVA UE» il numero da controllare, con il prefisso del paese. Nel campo «La tua partita IVA» scrivi la tua: serve a VIES per rilasciare il numero di consultazione. Nel campo «Denominazione dichiarata» il nome dell’impresa come compare sul documento che hai in mano.
  • Il motore interroga VIES e registra la risposta con data e ora: valida o non valida, e nome e indirizzo se lo stato membro li restituisce.
  • Confronta la denominazione dichiarata con quella restituita, cerca l’impresa in GLEIF e confronta i nomi trovati con la lista sanzioni UE, alias compresi.
  • Ricevi il report: esito in tre stati e, per ogni voce, fonte, risposta e momento della lettura.

Input supportati

Il form mostra un campo su una riga, «Partita IVA UE (con il prefisso del paese)»: lì scrivi la partita IVA di un paese dell’Unione Europea, con il prefisso davanti al numero (per esempio IT e le undici cifre). Se ometti il prefisso, il numero viene letto come italiano. Ci sono poi due campi facoltativi. «La tua partita IVA» è quella di chi sta facendo il controllo: VIES rilascia il numero di consultazione solo a chi si identifica, e la verifica sul richiedente la fa lui — se il numero che scrivi non risulta valido nel tuo paese, il controllo sul fornitore si fa comunque e il report scrive che il numero di consultazione non è stato rilasciato, invece di lasciarti cercare una riga che non c’è. «Denominazione dichiarata» è il nome dell’impresa come compare sul preventivo o sulla fattura: se lo lasci vuoto, l’esito massimo è «da controllare». Se la partita IVA è italiana e la sua ultima cifra non torna — è la cifra di controllo, che si calcola dalle altre dieci — il numero contiene un refuso certo: non interroghiamo VIES, te lo diciamo subito e non ti viene addebitato nulla, invece di consegnarti un «non verificato» su un fornitore che forse è in regola. Un’elaborazione controlla una partita IVA. Non sono supportati i codici fiscali delle persone fisiche, le partite IVA extra-UE e le denominazioni senza partita IVA: per la ricerca per solo nome c’è Dossier Azienda.

Risultato

Un report con l’esito complessivo in uno di tre stati. Verificato: partita IVA valida in VIES, denominazione dichiarata corrispondente a quella restituita e nessuna corrispondenza nella lista sanzioni. Il confronto dei nomi non tiene conto di maiuscole, punteggiatura e forma societaria, abbreviata o per esteso; e poiché VIES scrive le denominazioni italiane solo fino al sessantesimo carattere, per un nome più lungo confronta la parte che VIES pubblica con l’inizio di quello che hai scritto. Da controllare: almeno un punto richiede uno sguardo umano, per esempio una denominazione che non coincide, una possibile corrispondenza nella lista sanzioni, uno stato membro che non restituisce il nome o una partita IVA italiana che VIES non conosce. Se non scrivi la denominazione, il confronto salta e l’esito massimo è «da controllare». Se in più lo stato membro non restituisce il nome, la ricerca in GLEIF e il confronto con la lista sanzioni non hanno un nome su cui lavorare: quelle voci restano vuote con la dicitura «non eseguibile», non compaiono come «nessuna corrispondenza», e il punteggio le conta come controlli non eseguiti. Non verificato: VIES risponde che una partita IVA estera non è valida, oppure non conosce una partita IVA italiana che il registro LEI dichiara di un’impresa non più attiva. Una partita IVA italiana che VIES non conosce, senza altri segnali contrari, esce «da controllare», non «non verificato»: VIES registra solo le partite IVA abilitate agli scambi con l’estero, molte imprese che lavorano solo in Italia non lo sono, e il report ti indica il controllo gratuito che manca, «Verifica partita IVA» dell’Agenzia delle Entrate, che dice se è attiva e a chi è intestata. L’esito non è un giudizio sull’impresa: dice soltanto che cosa le fonti hanno confermato e che cosa no.

Il numero di consultazione. Quando hai scritto la tua partita IVA e il numero controllato risulta valido, il report porta una riga con l’identificativo che VIES ha assegnato alla consultazione — per esempio WAPIAAAAaDeaeKkv —, la tua partita IVA e quella controllata. È il riferimento da conservare con l’ordine o con la fattura. Quella riga non arriva da noi: la rilascia la Commissione, e la rilascia solo su una domanda firmata con una partita IVA valida. Su alcuni stati membri la stessa domanda porta un secondo fatto: la banca dati nazionale confronta lei la denominazione che hai dichiarato e risponde se corrisponde o no. Dove lo fa, il confronto del nome smette di essere una somiglianza calcolata da noi e diventa un fatto della fonte — e funziona anche per i paesi che la denominazione non la pubblicano, dove prima il confronto era impossibile.

Che cosa fare adesso. Sotto l’esito, in cima al report, ci sono i gesti che restano da fare, scelti sull’esito che hai davanti: su «non verificato» chiedere al fornitore il numero con cui fattura oggi e controllare sull’Agenzia delle Entrate; su «da controllare» il controllo che manca, nominato; su «verificato» archiviare la pagina nel fascicolo con il numero di consultazione. L’ultimo gesto è sempre lo stesso, perché è il limite di questo prodotto: soci, amministratori, bilanci e procedure non ci sono, e una visura recente la può allegare il fornitore stesso se gliela chiedi.

Ogni voce del report porta un’etichetta. FATTO OSSERVATO è ciò che una fonte ha risposto, con nome della fonte, data e ora della lettura. INFERENZA AI è una deduzione del modello, detta come ipotesi: per esempio che «S.R.L.» e «SRL» siano solo varianti di scrittura. RACCOMANDAZIONE è un’azione suggerita, come chiedere al fornitore una visura recente. I campi che una fonte non pubblica restano vuoti, mai riempiti con dati presi altrove.

Il punteggio misura la copertura del controllo, non l’impresa: conta quanti dei controlli previsti hanno dato una risposta netta. «Nessun LEI trovato» è una risposta netta e non lo abbassa; lo abbassa un controllo non eseguito, come il confronto con la denominazione quando manca un nome. Se l’elaborazione fallisce, i crediti tornano indietro.

Limiti

Che cosa contiene. Le tre fonti di questo prodotto sono tutte aperte e tutte attive: VIES per la validità della partita IVA, GLEIF per il codice LEI e le controllanti dichiarate, la lista sanzioni consolidata dell’Unione Europea per lo screening. Non ce n’è una quarta.

Quanto contano davvero le due fonti accanto a VIES. Il registro LEI, misurato il 26/09/2026, ha 259.362 record con indirizzo italiano contro quasi sei milioni di imprese registrate: su un fornitore italiano il LEI quasi sempre non c’è, e non averlo non dice niente. La lista sanzioni UE contiene 1.776 persone giuridiche, di cui una sola con indirizzo italiano, e il confronto è per nome: su un fornitore italiano l’esito sarà quasi sempre «nessun riscontro». Sono controlli che servono a dire «guardato, niente», non a trovare qualcosa, e il loro valore è sui fornitori esteri. La lista non ha l’aggiornamento in tempo reale: il file scaricato il 26/09/2026 dichiarava la generazione del 22/09, e il report scrive sempre le due date, quella della nostra lettura e quella dichiarata dalla fonte.

VIES conosce soltanto le partite IVA iscritte per le operazioni intracomunitarie: un’impresa esistente ma non iscritta risulta «non valida», e il report non deduce che non esista: se la partita IVA è italiana l’esito è «da controllare», perché nessuna fonte gratuita che un programma possa interrogare dice se una partita IVA italiana è attiva — il servizio dell’Agenzia delle Entrate chiede di superare un controllo anti-robot — e il report ti manda lì. VIES non ha un livello di servizio garantito: se è indisponibile o limita le chiamate, il motore riprova; se non risponde, l’elaborazione si ferma e i crediti tornano indietro. Alcuni stati membri non restituiscono nome e indirizzo: per quelle partite IVA il confronto con la denominazione dichiarata non è possibile e l’esito è al massimo «da controllare». Se in più non scrivi la denominazione, il motore non ha alcun nome da cercare: la ricerca del LEI e il confronto con la lista sanzioni non vengono eseguiti, il report lo scrive per ciascuno dei due e l’esito è «da controllare».

Il confronto con la lista sanzioni mette nomi accanto a nomi, alias compresi. Una possibile corrispondenza è una segnalazione da verificare, non un accertamento: un omonimo può produrla. Lo stesso vale per il LEI, quando è cercato per nome. L’assenza di corrispondenze vale solo per la lista consolidata UE del giorno della lettura: non copre le liste di altri paesi e non vale per il futuro.

Il report non contiene i dati camerali — amministratori, stato dell’impresa, protesti, bilanci: si leggono solo dal Registro Imprese di InfoCamere, che è a contratto, e questa piattaforma si costruisce solo su fonti pubbliche e gratuite. Non ci sono, non li ricaviamo da altre fonti e non arriveranno. Verifica Fornitore non è una visura camerale, un report di affidabilità creditizia, un parere legale o una consulenza fiscale: documenta un controllo su fonti ufficiali in un momento preciso e non sostituisce l’atto ufficiale quando serve. Non contatta il fornitore e non invia niente a nessuno. Per seguire nel tempo le variazioni di un fornitore già verificato esiste Sorveglia Fornitore, che è in beta.

Privacy e dati

Le fonti consultate contengono dati personali: la denominazione di una ditta individuale restituita da VIES è il nome di una persona e la lista sanzioni UE elenca anche persone fisiche. Applichiamo la minimizzazione: quei dati compaiono nel report solo se servono allo scopo del controllo e non vengono usati per costruire liste di marketing. Le condizioni di VIES limitano l’uso dei dati alla verifica: usiamo la partita IVA solo per questa verifica e non la riutilizziamo per altri scopi né per costruire archivi di marketing.

Il report, con le sue evidenze, la partita IVA e la denominazione che hai scritto, resta nella scheda dell’elaborazione nella tua dashboard finché quella scheda esiste; non ci impegniamo su una durata. La prova del controllo è tua: scaricala e archiviala nel tuo fascicolo appena è pronta. Le tue ricerche e i contenuti dei report non vengono usati per addestrare modelli AI.

Domande frequenti

VIES è gratis: perché pagare?

Perché le tre letture sono gratuite, ma il numero di consultazione no: il sito pubblico di VIES non lo rilascia, e la porta che lo rilascia vuole la partita IVA di chi chiede e la accetta solo se è valida. Se quello che ti serve è sapere adesso se un numero è valido, fallo gratis: il posto è ec.europa.eu/taxation_customs/vies, ci vuole meno di un minuto, e te lo diciamo noi. Quello che compri qui è la consultazione fatta a tuo nome con il suo identificativo, le altre due letture accanto, e una pagina archiviabile che dice quale fonte ha risposto cosa e quando. Chi lo vende altrove lo vende ad abbonamento mensile: qui paghi la singola verifica, senza minimo e senza canone.

Che cos’è il numero di consultazione?

È il codice con cui VIES registra una singola consultazione: dice che il soggetto che si è identificato ha verificato quella partita IVA in quel momento. Lo rilascia la Commissione Europea, non noi, e solo su una domanda che porta una partita IVA valida del richiedente — è il motivo per cui il campo «La tua partita IVA» esiste. Se il numero controllato non risulta valido, il numero di consultazione non viene rilasciato: non c’è una validità da registrare, e il report lo scrive.

Vale come prova per l’Agenzia delle Entrate?

Il report documenta che il controllo è stato fatto, su quali fonti, con quale risposta e in quale momento. Se e come venga accettato dipende da chi lo esamina e dalla tua operazione: non possiamo garantirlo. Non sostituisce gli obblighi fiscali e non dice quale regime IVA applicare: per questo serve il tuo consulente.

Cosa succede se VIES non risponde?

Il motore riprova; se VIES continua a non rispondere, l’elaborazione si ferma, ti spieghiamo che la fonte non ha risposto e i crediti tornano indietro. Un «non verificato» che significa «non ho potuto chiedere» non deve finire nel tuo fascicolo.

Una corrispondenza nella lista sanzioni cosa significa?

Che il nome dichiarato, o quello restituito da VIES o GLEIF, somiglia a un nome o a un alias della lista consolidata UE. È una segnalazione da verificare, non una condanna: gli omonimi esistono. Il report mostra la voce della lista, dove i nomi coincidono e dove divergono; l’esito passa a «da controllare» e la decisione resta tua.

Perché una partita IVA italiana che esiste risulta non valida?

Perché VIES conosce soltanto le partite IVA iscritte nell’archivio per le operazioni intracomunitarie. Un’impresa che lavora solo in Italia può non aver chiesto l’iscrizione: esiste e fattura, ma per VIES è «non valida». Il report riporta la risposta com’è, segnala le cause possibili — anche il Gruppo IVA e il codice fiscale diverso dalla partita IVA — e l’esito resta «da controllare», non «non verificato». Per sapere se la partita IVA è attiva e a chi è intestata c’è «Verifica partita IVA» dell’Agenzia delle Entrate: è gratuita, un programma non può interrogarla ma tu sì, in un minuto, e il report ti dà l’indirizzo. Amministratori e bilanci stanno invece nella visura camerale, che rilascia la Camera di Commercio: qui non c’è.