Radar Bandi Pubblici

Imposta una volta le parole chiave della tua attività: ogni giorno Radar Bandi Pubblici rilegge i bandi pubblicati su TED, il bollettino ufficiale degli appalti dell’Unione Europea — e, per l’Italia, anche i bandi sotto soglia della piattaforma ANAC per la pubblicità legale — e ti avvisa quando ne esce uno in linea — con il link alla scheda ufficiale. Oggi è gratis: il radar è in beta, basta un account gratuito, non serve una carta e non consuma crediti; se un giorno avrà un prezzo lo vedrai scritto prima di qualunque addebito, e un piano a pagamento lo sceglierai tu. Sono gare d’appalto, cioè la pubblica amministrazione che compra lavori, forniture e servizi: non contributi alle imprese. I finanziamenti a fondo perduto si cercano su incentivi.gov.it, il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Esempio di risultato reale

Gratis in beta

  • Ti avvisiamo quando esce qualcosa di nuovo, e anche quando la fonte smette di rispondere: dopo 3 ricerche non riuscite di fila ti scriviamo, e intanto la riga del radar nella tua area lo dice dalla prima.
  • Metti in pausa o disattivi quando vuoi, dalla tua dashboard.

Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.

Serve un account gratuito per attivare il monitoraggio. Ci vogliono 30 secondi. Registrati in 30 secondi

Cosa fa

Radar Bandi Pubblici interroga TED (Tenders Electronic Daily), la banca dati ufficiale degli appalti pubblici europei sopra le soglie comunitarie, e ripesca i bandi pubblicati negli ultimi sette giorni dalle stazioni appaltanti del paese che hai scelto. Ogni bando viene confrontato con le tue parole chiave: quelle che marchi come obbligatorie filtrano già alla fonte, le altre ordinano i risultati per pertinenza. Nell’alert vedi anche quali termini hanno fatto scattare ogni riga, così capisci subito se il criterio è troppo largo. Se il paese è l’Italia legge anche la piattaforma ANAC per la pubblicità legale, dove dal 2024 si pubblicano per legge i bandi italiani, compresi quelli sotto soglia che a TED non arrivano — la mensa del comune, lo sfalcio del verde, il trasporto scolastico — e le indagini di mercato, con cui un ente raccoglie le manifestazioni di interesse prima di invitare le imprese a una procedura negoziata. Non è un dettaglio: misurato il 14/09/2026 su dieci criteri da piccola impresa, i bandi pertinenti ancora aperti della settimana erano 35 su TED e altri 37 solo su ANAC — su «refezione scolastica, mensa» 8 contro 16. Usa solo fonti pubbliche e gratuite: nessuna banca dati a pagamento, nessun aggiramento di login o paywall.

Per chi è

Imprese che partecipano ad appalti pubblici, uffici gare, consulenti di gara e professionisti tecnici che vogliono intercettare i bandi del proprio settore senza aprire un portale ogni mattina.

Come funziona

  • Scrivi le parole chiave del tuo settore e scegli il paese della stazione appaltante. Le parole fra due virgole valgono insieme: «manutenzione verde» cerca i bandi che parlano di tutte e due, non di una sola.
  • Metti un + davanti al termine indispensabile: passeranno solo i bandi che lo contengono.
  • Ogni giorno — o ogni settimana, come scegli tu — il radar rilegge i bandi pubblicati negli ultimi sette giorni su TED e, se il paese è l’Italia, sulla piattaforma ANAC.
  • Il primo controllo — di solito entro un’ora dall’attivazione — non parte da zero: oltre alla settimana legge i bandi pubblicati nei trenta giorni prima, su TED e sulla piattaforma ANAC, e ti manda quelli ancora aperti. Un bando resta aperto per settimane: misurato il 15/09/2026 su dieci criteri da piccola impresa, i bandi pertinenti ancora aperti erano 60 pubblicati nella settimana e 132 pubblicati prima. Dai controlli successivi arrivano solo i bandi nuovi.
  • Ricevi un alert solo con i bandi ancora aperti che non ti erano mai stati segnalati: oggetto, stazione appaltante, termine per presentare l’offerta, valore stimato quando TED lo dichiara, regione in cui si esegue il lavoro e link alla scheda ufficiale — su TED, o sulla piattaforma ANAC per i bandi sotto soglia. Non ci entrano né le gare già aggiudicate, né quelle il cui termine è già passato.

Input supportati

Solo configurazione: non serve caricare file. Imposti le parole chiave, il paese della stazione appaltante (Italia, Francia, Germania, Spagna) e ogni quanto controllare.

Risultato

Un avviso in dashboard — e per email — con l’elenco dei bandi nuovi e ancora aperti: il titolo così come TED lo pubblica — paese, categoria merceologica tradotta in italiano e oggetto nella lingua originale del bando — la stazione appaltante, il termine entro cui presentare l’offerta quando l’avviso lo dichiara — e quando non lo dichiara la riga te lo dice — la regione in cui si esegue il lavoro quando TED la dichiara — o tutto il paese, quando è quello che TED dichiara — e anche qui, quando non la dichiara, te lo scriviamo invece di lasciartelo dedurre — il valore stimato dell’appalto quando TED lo dichiara, al netto dell’IVA e come TED lo pubblica — e quando non lo dichiara, anche questo te lo scriviamo — i termini del tuo criterio che hanno fatto scattare la riga e il link diretto alla scheda TED, dove trovi l’importo a base d’asta lotto per lotto, l’ora esatta del termine, i requisiti e i documenti di gara. Sui bandi italiani sotto soglia il link apre invece la scheda sulla piattaforma ANAC, con il rimando ai documenti di gara; al posto della regione la riga dice il comune in cui si esegue il lavoro, e il valore stimato c’è quando la piattaforma lo dichiara — su un bando a più lotti la riga dice quanti sono e il valore stimato per lotto, dal più piccolo al più grande («da 992.425 € a 992.960 € per lotto, 2 lotti»), perché una somma che nessuno ha scritto non te la diamo. Un’indagine di mercato è scritta per quello che è: «si chiede di essere invitati alla gara», con il termine per la manifestazione di interesse. Con il paese impostato su Italia l’oggetto è già in italiano; se scegli Francia, Germania o Spagna resta nella lingua del bando — tradotta è la categoria, non il testo scritto dalla stazione appaltante. Quando nessun bando contiene le tue parole chiave nell’oggetto — cioè la fonte le ha trovate solo nel testo completo — l’avviso te lo dice, invece di lasciarti credere di aver trovato un filone.

Limiti

Per Francia, Germania e Spagna la fonte è solo TED, e TED contiene solo gli appalti pubblici sopra le soglie europee: lì gli affidamenti sotto soglia restano fuori. Per l’Italia il sotto soglia arriva dalla piattaforma ANAC, con due confini che è meglio sapere prima: non ci sono gli affidamenti diretti, perché non sono gare — l’ente sceglie l’impresa senza un avviso a cui candidarsi — né le procedure negoziate senza avviso, a cui si partecipa solo su invito: la porta d’ingresso per quelle sono le indagini di mercato, che ti mandiamo. Se un giorno la piattaforma ANAC non risponde, quel controllo consegna i soli bandi di TED e la riga del radar nella tua area lo dice; nessun bando sotto soglia viene segnato come già visto, e il controllo successivo lo rilegge. Quello che segue sulla regione riguarda i bandi di TED: su quelli di ANAC la riga dice il comune. Il filtro geografico è il paese della stazione appaltante, non la regione. Per stringere su un territorio si possono mettere il nome della regione, della provincia o del comune fra le parole chiave, ma è un ripiego, e quanto valga è meglio saperlo prima di provarlo: la regione TED la tiene in un campo strutturato, mentre le parole chiave cercano nel testo del bando — e un bando per Busto Arsizio non contiene la parola «lombardia». Misurato il 29/08/2026 sull’universo completo dei bandi italiani della settimana, su otto regioni: chi cerca il nome della regione ne riceve tre su quattro — su «sicilia» 6 su 12, su «puglia» 11 su 17 — e una riga su quattro fra quelle che riceve riguarda lavori di un’altra regione. Per questo da adesso ogni riga dell’avviso dice in quale regione si esegue il lavoro, oppure dice che TED non lo dichiara, cosa che capita su un avviso su quattro: il territorio lo filtri con gli occhi sull’elenco, invece che a scatola chiusa. Non ogni avviso dichiara una regione, e non tutto ciò che non è una regione è un silenzio: alcuni dichiarano tutto il paese — «Ovunque nel paese in questione», come lo scrive TED — altri nessun vincolo di luogo, altri l’intero Spazio economico europeo. In quei casi la riga scrive quello, e tiene «non dichiarato» per quando la fonte tace davvero. L’alert riporta ciò che il bando dichiara nell’oggetto, più il valore stimato quando TED lo dichiara; le altre date e i documenti si leggono sulla scheda TED collegata, a un clic.

Su TED non escono solo bandi da presentare: più della metà degli avvisi pubblicati riguarda gare già aggiudicate, modifiche di contratti già firmati e affidamenti diretti già decisi. Quelli non te li mandiamo — non sono bandi a cui puoi ancora partecipare — e il radar li scarta alla fonte, prima ancora di contarli. Misurato il 29/08/2026 su due criteri reali in Italia: 60% e 52% degli avvisi in linea. Se ti arriva un avviso di preinformazione, cioè un bando annunciato ma non ancora aperto, la riga te lo dice.

C’è un secondo modo in cui una gara è già chiusa, e non si vede dal tipo di avviso: il termine per presentare l’offerta può essere già passato il giorno stesso in cui l’avviso compare su TED. Capita di rado ma capita — misurato il 29/08/2026 su un criterio reale in Italia, 8 avvisi su 157, uno pubblicato il 26 agosto 2026 con termine di presentazione il 28 ottobre 2025. Quelle righe non te le mandiamo. Il termine lo leggi in fondo a ogni riga dell’avviso, ed è il giorno, non l’ora: l’ora esatta è sulla scheda TED. Alcuni avvisi il termine non lo dichiarano affatto, e la causa più frequente non è una dimenticanza della stazione appaltante: fra i bandi aperti TED pubblica anche i sistemi di qualificazione, con cui un ente apre un elenco fornitori che resta valido per anni e a cui ci si iscrive — le gare vere le affida poi agli iscritti, senza ripubblicarle. Non essendo gare, un termine per presentare l’offerta non ce l’hanno. Misurato il 29/08/2026 su quattro criteri reali in Italia: 48 righe su 502 consegnate erano sistemi di qualificazione, dall’8% al 22% a seconda del criterio, e da sole valevano 48 delle 79 righe senza termine. Non te le togliamo — sono occasioni vere — ma da adesso la riga te lo scrive: «sistema di qualificazione: ci si iscrive a un elenco fornitori, non si presenta un’offerta». Le altre righe senza termine sono le preinformazioni, che non ce l’hanno ancora, e qualche gara che lo rimanda ai documenti: anche lì la riga scrive che non è dichiarato, invece di lasciarti dedurre che non ci sia. Un avviso a più lotti con termini diversi ti mostra il primo ancora utile e ti dice quanti sono.

Ogni ricerca su TED legge al massimo 250 bandi per volta; la settimana della piattaforma ANAC si legge invece tutta. Se il tuo criterio è tanto largo da superarli — succede con parole molto comuni — leggiamo i più recenti e nell’alert ti diciamo da che giorno in poi abbiamo guardato e quanti bandi della stessa settimana, pubblicati prima, sono rimasti fuori: così sai quale finestra ti manca, invece di crederli tutti. Quella finestra non la recuperiamo al controllo successivo: la fonte consegna sempre prima i più recenti, quindi la coda saltata resta sotto il tetto a ogni giro, finché esce dai sette giorni. È il segnale che il criterio va stretto subito, non domani.

Il valore stimato dell’appalto è nella riga quando TED lo dichiara: è il valore al netto dell’IVA scritto dalla stazione appaltante, non un importo definitivo — su una gara ancora aperta non esiste. Quando TED non lo dichiara la riga scrive «valore stimato non dichiarato» invece di lasciartelo dedurre, e non lo ripete sugli avvisi che la riga ha già etichettato per quello che sono — i sistemi di qualificazione, le preinformazioni e le consultazioni preliminari di mercato — perché un valore stimato o non ce l’hanno per costruzione o non ce l’hanno ancora, e l’etichetta lo dice già al posto suo. Quanto spesso c’è dipende dal paese, e la differenza è grande: misurato il 29/08/2026 sugli avvisi ancora aperti dei sette giorni, in Italia lo dichiarano 214 avvisi su 233 — e 214 su 214 fra le gare vere, perché i 19 senza sono tutti sistemi di qualificazione — in Spagna 212 su 250, in Francia 63 su 250 e in Germania 26 su 250. Su un radar tedesco, quindi, aspettati di doverlo leggere quasi sempre sulla scheda TED.

C’è un terzo caso, e la riga lo distingue dagli altri due: certe stazioni appaltanti riempiono il campo obbligatorio con 1 €, che non è il valore della gara — lo abbiamo trovato su un parcheggio multipiano e sulla fornitura di elettricità di un intero distretto. Quel numero non te lo diamo per buono e non te lo nascondiamo: la riga scrive che il valore non è dichiarato e ti dice cosa troverai sulla scheda TED, così sai che non l’abbiamo perso noi. Succede quasi solo in Germania: misurato il 03/09/2026 su 768 bandi aperti in quattro paesi, 8 dei 234 valori dichiarati erano un 1 €, e tutti e otto tedeschi. Questo, a differenza del silenzio, te lo diciamo anche sugli avvisi già etichettati.

L’alert elenca tutti i bandi pertinenti che ha trovato, non un campione: oggetto, stazione appaltante e link, uno per riga. Se il tuo criterio ne fa scattare tanti da non entrare in un singolo avviso, l’elenco continua in un secondo avviso — «avviso 2 di 2», e se serve un terzo — spedito insieme al primo: nessun bando pertinente resta fuori. Più avvisi nello stesso giorno sono comunque il segnale che il criterio va stretto.

Il criterio usa al più 6 parole, e contano le parole singole — ma solo quelle che dicono la materia: articoli, preposizioni e congiunzioni («di», «e», «per», «della») non occupano posto e non vengono cercate, perché compaiono nell’oggetto di quasi tutti i bandi e non distinguerebbero niente. Così «lavori di costruzione e manutenzione di edifici scolastici» usa cinque parole delle sei, non otto, mentre un termine scritto in due parole piene — «illuminazione pubblica» — ne occupa comunque due. Anche l’apostrofo separa due parole: «scuole d’infanzia» cerca «scuole» e «infanzia», e spende due dei sei posti. Se ne scrivi di più il radar non parte e ti diciamo quali resterebbero fuori, così scegli tu quali tenere, invece di scoprire dopo giorni che una non è mai stata cercata. Per coprirne altre, tieni attivi più radar con criteri diversi.

Una ricerca può anche non riuscire: la fonte non risponde, risponde con un errore o restituisce qualcosa che non sappiamo leggere. In quel caso non ti avvisiamo al primo colpo — aspettiamo tre ricerche consecutive andate a vuoto, per non scriverti a ogni intoppo di pochi minuti — e ti avvisiamo comunque quando la fonte torna a rispondere. Nel frattempo il silenzio non significa «non è uscito niente», e non ti lasciamo dedurlo: nella tua area, sulla riga del radar, trovi scritto che cosa non ha funzionato, quante ricerche di fila non sono riuscite e la data dell’ultima riuscita — cioè fino a quando il silenzio valeva davvero come buona notizia. Quei bandi non sono persi per forza: ogni ricerca rilegge i sette giorni precedenti, quindi quando la fonte torna a rispondere la finestra rimasta scoperta viene riletta e i bandi in linea ti arrivano nell’avviso di quel giro, senza che tu debba andarteli a cercare. A lasciarne fuori una parte possono essere due cose sole, e l’avviso di rientro te le dice tutte e due. La prima è un’interruzione durata più di sette giorni: allora ti diciamo da che giorno in poi abbiamo recuperato. La seconda è il tetto di 250 qui sopra: il giro del rientro rilegge sette giorni interi di pubblicazioni, quindi è quello in cui un criterio largo lo supera più facilmente, e se succede l’avviso di rientro ti dice da che giorno abbiamo davvero letto, quanti bandi della stessa settimana sono rimasti fuori e che quelli non torneranno in nessun avviso.

Per email ti mandiamo al massimo 20 avvisi all’ora. Se in un’ora ne maturano di più — capita a chi tiene attivi molti monitoraggi con controllo frequente — gli altri non te li mandiamo in posta, ma li registriamo tutti nel tuo storico, ognuno con la sua data e ora, e te lo diciamo con un avviso apposta: per quell’ora il silenzio della posta non significa «niente di nuovo».

Privacy e dati

La configurazione è salvata solo per eseguire il tuo radar e puoi eliminarla quando vuoi. Le elaborazioni sono temporanee: i bandi raccolti non vengono conservati oltre il necessario né usati per addestrare modelli, e gli alert sono visibili solo dal tuo account.

Domande frequenti

Quanto costa?

Oggi niente. Radar Bandi Pubblici è in beta ed è gratuito: serve un account gratuito, non una carta, e i controlli e gli avvisi non consumano crediti. Se in futuro avrà un prezzo lo troverai scritto su questa pagina e nella pagina Prezzi prima di qualunque addebito, e un piano a pagamento andrà scelto da te: non parte da solo. I crediti servono agli strumenti che lavorano su un documento: quando un bando dell’avviso ti interessa, Analisi Bando ne legge il disciplinare e ti restituisce requisiti, importi e scadenze per 3 crediti, e la prima analisi sta nei 3 crediti di benvenuto.

Posso ricevere solo i bandi della mia regione?

Come filtro, non ancora: il radar sceglie per paese della stazione appaltante. Ogni riga dell’avviso però dice dove si esegue il lavoro — la regione sui bandi di TED, il comune su quelli sotto soglia della piattaforma ANAC — e i bandi lontani si scartano a colpo d’occhio. Scrivere il nome della regione fra le parole chiave è un ripiego che perde bandi: un appalto per Busto Arsizio non contiene la parola «lombardia» (vedi «Limiti»).

Copre tutti i bandi pubblicati in Italia?

Per l’Italia copre i bandi e le indagini di mercato a cui ci si può candidare: sopra le soglie europee da TED, sotto soglia dalla piattaforma ANAC, dove dal 2024 la pubblicazione è obbligatoria per legge. Restano fuori gli affidamenti diretti e le procedure negoziate senza avviso, che non si pubblicano prima perché non sono aperti a tutti, e gli avvisi di preinformazione e gli elenchi fornitori che escono solo su ANAC. Per Francia, Germania e Spagna la fonte è solo TED, quindi solo sopra soglia.

Trovo anche i bandi per contributi e finanziamenti a fondo perduto?

No: su TED e sulla piattaforma ANAC escono solo gare d’appalto, cioè la pubblica amministrazione che compra. I contributi alle imprese — fondo perduto, voucher, credito agevolato — si cercano su incentivi.gov.it. Per questo, se fra le parole chiave scrivi «fondo perduto», «contributi», «incentivi», «agevolazioni», «sovvenzioni», «finanziamenti» o «voucher», il radar non parte e te lo dice subito, invece di farti aspettare giorni: su TED quelle parole non trovano un contributo. Misurato l’11/09/2026 sugli appalti italiani ancora aperti dei sette giorni: con «fondo perduto» ne uscivano 328, il primo una fornitura di antisettici per le aziende sanitarie; con «incentivi» e «agevolazioni» nessuno, e quel silenzio ti avrebbe fatto credere che non ci fosse niente per te. Se invece cerchi una gara che parla davvero di contributi — il servizio di riscossione, per esempio — metti un «+» davanti alla parola del servizio: «+riscossione, contributi».

Posso filtrare per codice CPV o per importo?

Oggi no: il criterio è testuale, sulle parole del bando. Il codice CPV lo trovi sulla scheda ufficiale che l’alert ti linka. Il valore stimato, invece, da adesso è nella riga quando TED lo dichiara — ma resta un dato da leggere, non un filtro: chiedere al radar solo i bandi sopra una certa cifra oggi non si può.

Con quale frequenza vengono controllate le fonti?

Ogni giorno o ogni settimana, come scegli tu. Ogni controllo guarda i sette giorni precedenti, quindi fra un giro e l’altro non si apre nessun buco. Con una sola eccezione, che l’alert ti dichiara ogni volta che capita: se il criterio è tanto largo da superare i 250 bandi che una ricerca legge, la coda più vecchia della settimana resta fuori e non rientra al giro dopo. In quel caso l’alert ti dice da che giorno in poi abbiamo guardato e quanti bandi sono rimasti fuori.

Quando arriva un avviso?

Solo quando il radar trova bandi che non ti aveva mai segnalato. Nessuna novità, nessun avviso: non ricevi un messaggio al giorno per abitudine. Attenzione a un caso: se una ricerca non riesce affatto — la fonte non risponde o risponde con un errore — l’avviso parte alla terza volta consecutiva, non alla prima. Fino a quel momento non ricevi posta, ma non sei all’oscuro: la riga del radar nella tua area dice che le ricerche non stanno riuscendo e da quando. Se lì è tutto regolare, allora nessun avviso significa davvero che non è uscito niente in linea con il tuo criterio.

Come faccio a sapere che il radar sta lavorando?

Sotto la riga del radar, nella tua area, trovi lo stato dell’ultimo controllo, riscritto a ogni giro: quanti bandi aperti la fonte ha in quel momento con il tuo criterio, quanti ne abbiamo letti, quanti superano la soglia di pertinenza e quanti erano nuovi per te — e di quei nuovi, quanti l’avviso ti ha elencato per esteso, con titolo e link. I due numeri non sempre coincidono, e le ragioni sono due. I bandi nuovi che restano sotto la soglia di pertinenza l’avviso li conta senza elencarli; e quando nessuno dei nuovi supera la soglia l’avviso te ne mostra comunque cinque, come campione, così vedi con i tuoi occhi che cosa ha agganciato il criterio — ma anche quelli il radar li segna come già visti, campione compreso. Quando i due numeri non coincidono la riga dice quanti sono, per quale delle due ragioni, e che non torneranno in un avviso successivo. Nei giorni senza avviso — che sono la maggioranza — è lì che vedi se il criterio è troppo largo (qualche bando resta fuori dal tetto di un singolo controllo) o troppo stretto (nessuno dei letti è pertinente), e puoi correggerlo prima di perdere una gara. Se un controllo non riesce — la fonte non risponde, o risponde con un errore — quello stato non resta lì com’era a fingersi di oggi: la prima riga dice che l’ultimo controllo non ha letto niente, e i numeri sotto restano leggibili ma dichiarati per quello che sono, cioè quelli dell’ultima lettura riuscita, con la sua data. Se una lettura riuscita non c’è mai stata, la riga dice anche quello, invece di lasciarti credere che non ci fosse niente da trovare.