Chi Vince le Gare

Scrivi nel campo Testo il nome o la partita IVA di un’impresa, oppure una categoria di gare; il territorio, se ti interessa, va nel campo apposito. Ricevi un report su chi si aggiudica gli appalti pubblici: quali enti li affidano, con che importi, in quali categorie e territori, e come cambia nel periodo che scegli. Ogni voce dice da quale fonte ufficiale è stata letta.

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Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.

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Cosa fa

Il motore legge le aggiudicazioni pubblicate dalle fonti ufficiali. TED, il bollettino degli appalti dell’Unione europea, pubblicato dall’Ufficio delle pubblicazioni dell’UE, porta le gare sopra soglia con codici CPV, luogo di esecuzione, importo dell’avviso e il nome dell’aggiudicatario così come l’avviso lo pubblica: se non lo riporta, la cella resta vuota. Quando cerchi una categoria di gare la ricerca è limitata ai committenti italiani, o al territorio che indichi. Quando cerchi un’impresa per nome, invece, TED cerca quella denominazione in tutta l’Unione, e filtrarla per paese farebbe sparire le vittorie estere vere: per questo il report conta quante aggiudicazioni hanno il committente in Italia e quante fuori, lo scrive in una riga sua e segna il paese su ogni gara non italiana. Serve per due motivi opposti: un’impresa italiana vince anche all’estero, e un’impresa straniera che si chiama come la tua non è la tua. Il sotto soglia — la quasi totalità delle gare italiane — TED non lo pubblica, e nel 2025 il 95% degli affidamenti di servizi e forniture è andato senza confronto competitivo (ANAC, relazione annuale al Parlamento del 21 aprile 2026). Per questo, quando cerchi un’impresa, il report interroga anche la piattaforma ANAC per la pubblicità legale, dove dal 1° gennaio 2024 si pubblicano per obbligo di legge gli esiti delle gare italiane sopra e sotto soglia e gli affidamenti diretti: da lì arrivano le gare vinte dal 2024 a oggi, ognuna con l’ente, l’importo, il CIG e il collegamento all’avviso. Il periodo precedente lo copre la Banca dati del Servizio Contratti Pubblici del MIT (open data CC BY 4.0), che è un archivio chiuso e si ferma al 10 gennaio 2024. Nessuna di queste fonti contiene bilanci, contratti tra privati né offerte tecniche: dicono chi ha vinto e a quanto, non perché.

Altre due fonti servono a mettere ordine nei nomi. GLEIF, la fondazione che gestisce il codice LEI, pubblica denominazione ufficiale, indirizzo, stato dell’entità e legami tra società madre e controllate: la usiamo per riconoscere quando due ragioni sociali diverse sono la stessa impresa o lo stesso gruppo. Il LEI però esiste solo per le società che lo hanno richiesto; per le altre la riconciliazione si ferma a partita IVA e denominazione, e il report lo dichiara. IPA, l’Indice dei domicili digitali della PA (AgID), serve a riconoscere le stazioni appaltanti: leggiamo i suoi open data — nessuna registrazione, nessuna credenziale — e ne ricaviamo la categoria con cui IPA classifica l’ente (comune, azienda sanitaria, università, gestore di pubblico servizio), il codice IPA, il codice fiscale, l’indirizzo della sede e il domicilio digitale. Il bando però nomina l’ufficio che ha bandito la gara, non l’ente come lo registra l’anagrafe: quando la denominazione intera non trova nulla, la ricerca viene rifatta su una forma più corta e il report scrive quale. Il risultato resta una somiglianza di nomi, dichiarata come tale; la conferma certa è il codice fiscale. Se un ente non è censito in IPA, come accade per molte partecipate, concessionari o privati che applicano il codice dei contratti, resta nel report con la denominazione della fonte e il report lo segnala. Il nome del comune della sede negli open data IPA non c’è: restano il CAP, l’indirizzo e i codici ISTAT e catastale, e non li trasformiamo in un nome che la fonte non scrive.

Da questi dati il report ricompone il quadro. Se parti da un’impresa: quanto le è stato aggiudicato nel periodo (importi di aggiudicazione, non incassi né avanzamento dei contratti), da quali enti, in quali categorie CPV e territori, quali committenti tornano più volte e come cambia di anno in anno. Se parti da una categoria: quali imprese si aggiudicano quelle gare nel territorio scelto, come si distribuiscono gli importi e quali enti bandiscono di più. Somme e quote sono calcolate solo sulle aggiudicazioni presenti nelle fonti per il periodo scelto, e il report lo dichiara.

Per chi è

Uffici gare e commerciali di imprese che partecipano ad appalti pubblici e vogliono sapere chi incontrano in gara, dove vince e con quali enti lavora. Chi valuta un partner per un raggruppamento temporaneo o un subappalto e vuole vedere che cosa ha già eseguito per la PA. Consulenti di gara che aiutano a decidere se partecipare o no a una procedura. Analisti e uffici fidi che vogliono vedere quanto è stato aggiudicato a un’azienda dal pubblico nel periodo, da quanti enti e con quale concentrazione: non quanto pesa sul suo fatturato, che il report non conosce.

Come funziona

  • Scegli da cosa parti, scrivi nel campo Testo la denominazione o la partita IVA dell’impresa oppure il codice CPV o le parole chiave della categoria, e indica territorio e periodo (12, 24 o 36 mesi).
  • Il motore interroga la Search API di TED per il periodo scelto, riconcilia le denominazioni delle imprese con GLEIF e cerca nell’IPA l’ente che compra più spesso, per dirti che tipo di stazione appaltante è e come le si scrive.
  • Le aggiudicazioni vengono contate per ente committente, con la quota di quello che ricorre più spesso, e consegnate una per una in un elenco: data, ente, importo, oggetto e collegamento all’avviso originale. Gli avvisi non vengono fusi fra loro: un lotto e una gara restano righe distinte, e la riga dichiara quando un contratto è stato vinto in raggruppamento con altre imprese, perché in quel caso l’importo è dell’intero contratto e non della quota della singola impresa.
  • Ricevi il report nella tua dashboard con l’elenco delle gare e, per ogni avviso TED, il collegamento alla pagina originale.

Input supportati

Nel menu «Da cosa parti?» dici se cerchi un’impresa o una categoria; nel campo Testo scrivi una cosa sola per ogni report. Per un’impresa: la denominazione, meglio se completa della forma giuridica, oppure la partita IVA. Per una categoria: un codice CPV (per esempio 45233140, lavori stradali) o due o tre parole chiave sull’oggetto delle gare. Il territorio va nel campo apposito (regione, provincia o comune) e filtra il committente, non la sede dell’impresa; se lo lasci vuoto il report copre tutte le procedure TED con committente italiano. Il periodo: 12, 24 o 36 mesi indietro dalla data del report.

Risultato

Un report con un punteggio e una serie di voci. Il punteggio in cima misura la completezza della lettura: quante delle fonti interrogate hanno risposto. Non giudica l’impresa e non dice se vincerà la prossima gara; porta con sé una didascalia che spiega che cosa conta. La concentrazione — quanto le aggiudicazioni si addensano su pochi enti o poche imprese — è una misura a sé, con la sua voce nel report: la quota del committente principale in percentuale, accanto al numero di committenti distinti. Ogni voce porta un’etichetta: FATTO OSSERVATO quando è stata letta da una fonte, con il nome della fonte e la data della lettura; INFERENZA AI quando è una deduzione del modello, espressa come ipotesi (per esempio un possibile doppione fra due avvisi); RACCOMANDAZIONE quando è un suggerimento di azione o di verifica. I campi che una fonte non pubblica restano vuoti: se un avviso non riporta l’importo o il nome dell’aggiudicatario, quella cella resta vuota, non viene riempita con un valore verosimile. In coda trovi l’elenco delle gare con numero di avviso TED, ente, oggetto, importo, data e collegamento all’avviso. Se l’elaborazione fallisce, i crediti tornano nel tuo saldo.

Limiti

Che cosa contiene, e che cosa no. Il report legge TED, e TED contiene solo gli appalti sopra le soglie europee: le gare sotto soglia — la maggior parte di quelle italiane — non ci sono. Quelle italiane le legge la piattaforma ANAC per la pubblicità legale, dal 1° gennaio 2024 a oggi, quando cerchi un’impresa per nome o per partita IVA; la Banca dati SCP del MIT copre il periodo precedente ed è un archivio chiuso al 10 gennaio 2024. Restano fuori le gare sotto soglia di una categoria: la ricerca per categoria legge il solo TED, quindi il solo sopra soglia. Quindi l’assenza di aggiudicazioni non significa che l’impresa non lavori con la pubblica amministrazione: significa che non ha vinto gare sopra soglia europea nel periodo che hai scelto.

Il report copre ciò che TED pubblica, non tutto ciò che la pubblica amministrazione compra: i dati che una stazione appaltante non ha trasmesso o ha trasmesso in ritardo e le gare non ancora aggiudicate non ci sono. TED non pubblica i nomi dei concorrenti, quindi le gare perse da un’impresa non ci sono: vedi solo le vittorie. Il motore legge fino a 100 aggiudicazioni per report, le più recenti del periodo scelto, e il report dichiara sempre quante ne ha lette e quante TED ne dichiara in tutto: quando sono di più, i conteggi e le somme valgono su quelle lette, e la riga lo dice.

I confronti sugli importi vanno letti con prudenza: gare con oggetti simili possono avere basi d’asta, durate e criteri diversi; quando il report propone un confronto, lo etichetta come inferenza. TED è a riuso libero con citazione della fonte; i dati GLEIF sono a riuso libero con citazione della fonte, nei termini di GLEIF; gli open data IPA sono pubblicati con licenza CC BY 4.0 e chiedono un uso misurato dei recapiti: il domicilio digitale compare solo quando l’ente è uno solo — perché la ricerca ne ha trovato uno, o perché uno solo fra i candidati porta esattamente quella denominazione — e sempre accompagnato dalla frase che dice a che cosa serve.

Questa piattaforma si costruisce solo su fonti pubbliche e gratuite: niente Registro Imprese, niente Cerved. Perciò il report non contiene bilanci, fatturato, dipendenti, rating o protesti, e non calcola quale quota del fatturato viene dal pubblico, perché il fatturato non sta nelle sue fonti. Per l’anagrafica ufficiale di una singola impresa il prodotto è Dossier Azienda. Non è una visura, non è un parere legale e non sostituisce l’accesso agli atti della procedura.

Non cerca gare aperte: per quelle ci sono Radar Bandi Pubblici, Radar Gare Estere e, per seguire una procedura specifica, Sorveglia Bando; per leggere un bando c’è Analisi Bando di Gara. L’archivio consultabile dei bandi è Elenco Bandi e Gare.

Privacy e dati

Gli avvisi di gara contengono anche dati personali. Li trattiamo con minimizzazione: il report non mostra i nomi di legali rappresentanti, responsabili del procedimento e altre persone citate negli avvisi, e non li usa per aggregare. L’unica eccezione sono le imprese individuali e i professionisti aggiudicatari, che compaiono con la denominazione registrata dalla fonte perché serve allo scopo del prodotto; mai per costruire liste di contatti o di marketing. Da IPA leggiamo codice, categoria e sede dell’ente; il domicilio digitale compare solo quando l’ente è identificato senza ambiguità, ed è il recapito istituzionale con cui cittadini e imprese scrivono a quell’ente su una pratica: non lo usiamo, e chiediamo di non usarlo, per invii promozionali. Nome, cognome e qualifica del responsabile dell’ente, che l’IPA pubblica, non entrano mai nel report. Il testo che scrivi e il report restano nella tua dashboard; ricerche e risultati non vengono usati per addestrare modelli AI né ceduti a terzi.

Domande frequenti

Vedo anche le gare che un’impresa ha perso?

No. TED non pubblica i nomi dei concorrenti, al più il numero di offerte ricevute: vedi solo le gare vinte.

Quanto sono aggiornati i dati?

TED pubblica gli avvisi man mano che gli enti li trasmettono, quindi un’aggiudicazione recente può comparire con qualche settimana di ritardo.

Posso usarlo per contestare un’aggiudicazione?

No. È un’analisi di dati pubblicati, non un parere legale, e non ha accesso ai verbali di gara né alle offerte. Per un ricorso servono gli atti della procedura e un avvocato amministrativista.

L’impresa non ha un LEI: il report funziona lo stesso?

Sì. Senza LEI il motore usa partita IVA e denominazione così come compaiono in TED; ragioni sociali simili che potrebbero essere la stessa impresa vengono elencate come ipotesi da confermare, non fuse.