Carica un file CSV o Excel con una colonna di indirizzi italiani (fino a 5.000 righe per volta): anagrafiche clienti, punti di consegna, sedi, elenchi di immobili. Ricevi un file Excel con le tue righe intatte e, accanto a ciascuna, l’indirizzo come lo registra lo Stato nell’ANNCSU, il comune con i suoi codici ufficiali, un esito, un livello di confidenza e — dove l’archivio le pubblica — latitudine e longitudine.
Costo: 2 crediti · ≈ €1,80 per elaborazione. La prima elaborazione è gratuita con i crediti di benvenuto. Se poi vuoi continuare, la ricarica minima è di €9,00; i crediti non scadono. I crediti vengono trattenuti all'avvio e restituiti per intero se l'elaborazione non riesce.
- Se l'elaborazione fallisce, i crediti tornano indietro da soli.
- Il file caricato resta privato, fuori dal web, e viene eliminato automaticamente: subito dopo un'elaborazione riuscita, entro pochi giorni in ogni altro caso.
- Ogni risultato passa controlli automatici, con livello di confidenza indicato.
Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.
- ANNCSU – Archivio Nazionale Numeri Civici e Strade Urbane — ISTAT + Agenzia delle Entrate con condizioni
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Cosa fa
Legge il tuo file riga per riga e confronta il testo dell’indirizzo con l’ANNCSU, l’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane tenuto da Istat e Agenzia delle Entrate, che i Comuni alimentano per legge. La copia che consultiamo, scaricata l’8 settembre 2026 e pubblicata dalla fonte il 3 agosto 2026, contiene 1.219.990 strade e 27.405.709 numeri civici in 7.890 comuni. Se scrivi «C.so Buenos Aires 33, Milano» nel file trovi «CORSO BUENOS AIRES», civico 33, comune MILANO, provincia MI, codice Istat 015146, codice catastale F205 e le coordinate del civico.
Le coordinate vengono dallo stesso archivio, non da un servizio di mappe: l’ANNCSU pubblica latitudine e longitudine in WGS84 su 20.715.787 dei suoi 27,4 milioni di numeri civici. È una geocodifica ufficiale, gratuita e riutilizzabile anche per fini commerciali. Non c’è nessun’altra fonte di coordinate dietro questo prodotto, né un servizio di mappe a contratto né una mappa collaborativa: dove l’archivio non pubblica la coordinata, la cella resta vuota e il file ti dice perché, invece di riempirla con un valore preso altrove.
Per chi è
Per chi gestisce elenchi di indirizzi e deve fidarsi di ciascuno: uffici che bonificano l’anagrafica clienti o fornitori prima di cambiare gestionale, responsabili di logistica che vogliono indirizzi leggibili da un corriere, reti di vendita con molte sedi, negozi online che spediscono in Italia, agenzie immobiliari, chi deve mettere su una mappa un elenco di punti.
Come funziona
- Carichi il file CSV o Excel (fino a 15 MB) e, se vuoi, scrivi il nome della colonna con l’indirizzo; altrimenti cerchiamo un’intestazione chiamata «indirizzo», «address», «via» o «strada».
- Ogni riga viene scomposta in via, civico e comune e confrontata con l’archivio. Le colonne «civico», «comune» e «provincia», se ci sono, vengono usate: la provincia serve a distinguere i comuni omonimi. La colonna «cap» viene ricopiata e non entra nel confronto.
- Le abbreviazioni («V.le», «P.zza», «C.so», «S.» per «San») vengono ricondotte alla forma ufficiale. La specie della strada non viene mai sostituita: se scrivi «Piazza San Marco» e il comune registra «VIALE SAN MARCO», la riga non risulta trovata e la nota ti mostra le forme somiglianti che l’archivio ha davvero. «L’ho trovata» e «forse intendevi questa» sono due frasi diverse, e a scegliere sei tu.
- A ogni riga vengono assegnati un esito e una confidenza, e — quando il civico è riscontrato e il comune pubblica le coordinate — latitudine e longitudine.
- Un controllo finale confronta cella per cella le colonne del file in uscita con quelle del file in entrata: se una riga non corrisponde, il file non ti viene consegnato e i crediti tornano indietro.
- Controlli l’anteprima delle prime righe e scarichi il file Excel dalla pagina o dalla tua dashboard.
Input supportati
File CSV (separatore virgola, punto e virgola o tabulazione — lo riconosciamo dalla riga di intestazione; codifica UTF-8 o Windows-1252, riconosciuta e convertita) oppure Excel .xlsx, fino a 15 MB, con una riga di intestazione. L’indirizzo può stare in una sola colonna, per esempio «Via Roma 10, 90133 Palermo», oppure in colonne separate: in quel caso indichi la colonna della via e vengono lette anche le colonne chiamate «civico», «comune» o «provincia». Tutte le altre colonne restano dove sono e non vengono lette né inviate a nessuna fonte. Ogni elaborazione lavora al massimo 5.000 righe: le contiamo prima di consultare l’archivio e, se sono di più, il lavoro viene segnalato come non riuscito, i crediti ti tornano indietro e il messaggio ti chiede di dividere il file. Lo stesso succede se la colonna dell’indirizzo non si trova: in quel caso il messaggio elenca le colonne che il tuo file ha davvero. Solo indirizzi italiani: un comune che non è un comune italiano riceve l’esito «comune non riconosciuto», con le colonne aggiunte vuote.
Risultato
Un file Excel (.xlsx) con le tue colonne originali intatte e, a destra, undici colonne aggiunte: Esito, Confidenza, Via ufficiale ANNCSU, Civico ufficiale, Comune ufficiale, Provincia ufficiale, Codice ISTAT comune, Codice catastale comune, Latitudine, Longitudine e Nota. I due codici del comune sono le chiavi con cui questo elenco si incrocia con qualunque altra banca dati pubblica italiana.
L’esito è una di dodici etichette, e ciascuna dice una cosa diversa: trovato; via trovata (nel tuo testo non c’era il civico); civico registrato con un altro esponente (hai scritto «100» e l’archivio ha «100/D» — la nota elenca le forme registrate); via trovata, civico assente in archivio; via trovata, civico non verificato; via non trovata; più vie con lo stesso nome; più comuni con lo stesso nome; comune non riconosciuto; comune mancante nella riga; non verificato; indirizzo non leggibile. La confidenza è un’etichetta (alta, media, bassa) che dice quanto il riscontro è dipeso da correzioni nostre: riguarda la singola riga, non l’elenco, e non è una percentuale.
La colonna Nota non è mai un errore generico: dice che cosa è stato cercato e, quando c’è, che cosa l’archivio ha al suo posto — le vie somiglianti dello stesso comune, gli esponenti registrati per quel numero civico, i comuni omonimi fra cui non abbiamo scelto. Nessuna riga viene inventata, unita o tolta; i doppioni restano, con lo stesso indirizzo normalizzato accanto, così puoi filtrarli tu. I campi che l’archivio non pubblica restano vuoti, mai riempiti con un valore verosimile. Un secondo foglio, Info, riporta il file di origine, la colonna verificata, le righe lette, il conteggio per ogni esito, quante righe hanno le coordinate, i comuni distinti riconosciuti, la data di pubblicazione dell’archivio e quella della nostra copia, e l’attribuzione di licenza.
Limiti
Le coordinate dipendono dal comune, non dall’indirizzo. L’archivio le pubblica su tre quarti dei numeri civici, ma non a caso: misurato l’8 settembre 2026, 2.402 comuni su 7.890 non ne pubblicano nemmeno una e 5.103 le pubblicano su almeno il 95% dei loro accessi. Roma, Milano, Napoli, Palermo, Firenze, Bologna e Genova le hanno praticamente tutte; Torino, con 109.634 civici in archivio, non ne ha nessuna. Se le tue righe cadono in un comune che non le pubblica, quelle celle restano vuote e nessun rilancio le riempirà: il file te lo dice per nome, elencando i comuni interessati.
L’archivio registra quello che i Comuni hanno conferito. Una via aperta di recente o rinominata, una frazione con un nome d’uso diverso da quello ufficiale, un civico assegnato ma non ancora trasmesso possono non trovarsi: il file dice «via non trovata» o «civico assente in archivio» e non prova a indovinare. Il numero di strade conferite varia molto da comune a comune, ed è un dato del comune, non nostro.
Il CAP resta come lo hai scritto: questo prodotto non lo verifica e non lo corregge. Non copre l’estero: l’ANNCSU è solo italiano e non usiamo altre fonti per gli indirizzi esteri.
Questo prodotto normalizza e geolocalizza indirizzi. Non dice chi abita o ha sede a un indirizzo, non conferma una residenza, non lo collega a un’azienda o a una persona, non dice se un pacco sarà consegnabile e non contiene dati catastali. Non sostituisce una visura catastale, un certificato di residenza né la verifica di consegna del corriere.
Privacy e dati
Il file caricato viene conservato in un’area privata non accessibile dal web, usato solo per l’elaborazione ed eliminato automaticamente: subito dopo un’elaborazione riuscita, entro due giorni se l’elaborazione fallisce (in quel caso il file serve a capire cosa non ha funzionato). Il file Excel generato resta scaricabile dalla tua dashboard per 14 giorni, poi viene eliminato. Il confronto avviene interamente su questo server, su una copia dell’archivio pubblico che scarichiamo noi: gli indirizzi del tuo file non vengono inviati a nessun servizio esterno, né a un fornitore di mappe né a un modello di intelligenza artificiale. Le altre colonne del tuo file (nomi, codici, note) non vengono nemmeno lette. Dall’ANNCSU leggiamo soltanto vie, civici, comuni e coordinate: l’archivio registra luoghi, non persone — niente residenti, niente proprietà, niente dati catastali. Se i tuoi sono indirizzi di persone fisiche restano dati personali di cui sei titolare: non li usiamo per costruire liste di marketing, non li incrociamo con quelli di altri clienti e non li usiamo per addestrare modelli.
I dati che ti consegniamo vengono dall’ANNCSU, pubblicato in open data con licenza CC BY 4.0: puoi riutilizzarli, anche per fini commerciali, citando la fonte. L’attribuzione da usare è scritta nel foglio «Info» del file che scarichi.
Domande frequenti
Quante righe può avere il file?
I limiti sono due: 15 MB e 5.000 righe. Se il file ne ha di più il lavoro viene segnalato come non riuscito prima di consultare l’archivio, il messaggio te lo dice e i crediti ti tornano indietro: dividi l’elenco in più file.
Perché una via che esiste davvero risulta «non trovata»?
Perché l’ANNCSU registra la denominazione ufficiale conferita dal Comune, e il nome che usano tutti può essere un altro: un santo abbreviato, una frazione al posto del comune, una via rinominata da poco, o una specie diversa — a Torino «Regina Margherita» è un corso, non un viale. La nota accanto alla riga elenca le forme somiglianti che l’archivio ha in quel comune, così correggi a mano o accetti quella ufficiale.
Ho scritto il civico «100» e mi dice che è registrato con un altro esponente. Che vuol dire?
Che su quella via l’archivio non ha l’accesso «100» così com’è, ma ne ha uno o più con quel numero e una lettera — per esempio «100/D». Non scegliamo noi: «100» e «100/D» possono essere due porte diverse a metri di distanza, e la coordinata dell’una non è quella dell’altra. La nota elenca le forme registrate: correggi il dato e la riga si riscontra. Non è un caso raro — sulle prime 300 vie di Torino riguarda circa un numero civico su cinque.
Le coordinate posso usarle sulle mie mappe?
Sì. Vengono dall’ANNCSU, open data con licenza CC BY 4.0: uso commerciale permesso citando la fonte. Non c’è share-alike e non c’è nessun contratto da firmare.
Funziona con indirizzi esteri?
No. L’ANNCSU copre soltanto l’Italia e non usiamo altre fonti per l’estero: la riga riceve l’esito «comune non riconosciuto» e resta nel file con le colonne aggiunte vuote.
Cosa succede se l’elaborazione non riesce?
Se la colonna dell’indirizzo non si trova, il file non si apre, ha più di 5.000 righe, oppure il controllo finale sulle righe non torna, il lavoro viene segnalato come non riuscito, il messaggio dice esattamente quale dei casi è, e i crediti ti vengono restituiti.