Carica un file CSV o Excel con una colonna di indirizzi italiani (fino a 5.000 righe per volta): anagrafiche clienti, punti di consegna, sedi, elenchi di immobili. Ricevi un file Excel con le tue righe intatte e, accanto a ciascuna, l’indirizzo come lo registra lo Stato nell’ANNCSU, il comune con i suoi codici ufficiali, un esito, un livello di confidenza e — dove l’archivio le pubblica — latitudine e longitudine.
Esempio di risultato reale
Scarica l'Excel di questo esempio Il file vero, 2 fogli: «Indirizzi verificati», «Info». 7 KB, senza registrarti.
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- Se l'elaborazione fallisce, i crediti tornano indietro da soli.
- Il file caricato resta privato, fuori dal web, e viene eliminato automaticamente: subito dopo un'elaborazione riuscita, entro pochi giorni in ogni altro caso.
- Ogni risultato passa controlli automatici, con livello di confidenza indicato.
Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.
- ANNCSU – Archivio Nazionale Numeri Civici e Strade Urbane — ISTAT + Agenzia delle Entrate con condizioni
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Cosa fa
Legge il tuo file riga per riga e confronta il testo dell’indirizzo con l’ANNCSU, l’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane tenuto da Istat e Agenzia delle Entrate, che i Comuni alimentano per legge. La copia che consultiamo, scaricata il 15 settembre 2026 e pubblicata dalla fonte lo stesso giorno, contiene 1.220.962 strade e 27.415.954 numeri civici in 7.891 comuni. Se scrivi «C.so Buenos Aires 33, Milano» nel file trovi «CORSO BUENOS AIRES», civico 33, comune MILANO, provincia MI, codice Istat 015146, codice catastale F205 e le coordinate del civico.
Le coordinate vengono dallo stesso archivio, non da un servizio di mappe: l’ANNCSU pubblica latitudine e longitudine in WGS84 su 20.731.064 dei suoi 27,4 milioni di numeri civici. È una geocodifica ufficiale, gratuita e riutilizzabile anche per fini commerciali. Non c’è nessun’altra fonte di coordinate dietro questo prodotto, né un servizio di mappe a contratto né una mappa collaborativa: dove l’archivio non pubblica la coordinata, la cella resta vuota e il file ti dice perché, invece di riempirla con un valore preso altrove.
Per chi è
Per chi gestisce elenchi di indirizzi e deve fidarsi di ciascuno: uffici che bonificano l’anagrafica clienti o fornitori prima di cambiare gestionale, responsabili di logistica che vogliono indirizzi leggibili da un corriere, reti di vendita con molte sedi, negozi online che spediscono in Italia, agenzie immobiliari, chi deve mettere su una mappa un elenco di punti.
Come funziona
- Carichi il file CSV o Excel (fino a 15 MB) e, se vuoi, scrivi il nome della colonna con l’indirizzo; altrimenti cerchiamo un’intestazione chiamata «indirizzo», «address», «via» o «strada».
- Ogni riga viene scomposta in via, civico e comune e confrontata con l’archivio. Le colonne «civico», «comune» e «provincia», se ci sono, vengono usate: la provincia serve a distinguere i comuni omonimi. La colonna «cap» viene ricopiata e non entra nel confronto.
- Le abbreviazioni («V.le», «P.zza», «C.so», «S.» per «San») vengono ricondotte alla forma ufficiale, e i numeri dentro un nome si leggono in tutte le forme in cui si scrivono: «Corso Umberto I» e «Corso Umberto Primo» sono la stessa strada, come «XX Settembre» e «Venti Settembre» o «Papa Giovanni XXIII» e «Papa Giovanni Ventitreesimo». È l’archivio a usare le due grafie, e non è prevedibile quale: 3.154 strade in 1.268 comuni portano un numero scritto in una delle due forme (misurato il 27 settembre 2026). La specie la mette il Comune, non chi compila il file. Un’esportazione scrive «Via» davanti a tutto, ma 420.360 strade su 1.220.962 — il 34% dell’archivio — portano un nome che nel loro comune nessun’altra strada porta e una specie diversa: corso, viale, piazza, contrada, località. Se scrivi «Via Papa Giovanni XXIII, Bergamo» e il Comune ha conferito «VIALE PAPA GIOVANNI VENTITREESIMO», la riga si riscontra — con il civico e le coordinate — e la nota ti dice le due forme una accanto all’altra: hai scritto «Via», il Comune ha conferito «Viale». Vale a due condizioni. La prima: che in quel comune nessun’altra strada porti quello stesso nome. Dove «VIA ROMA» e «PIAZZA ROMA» esistono entrambe sono due posti diversi, e lì non scegliamo noi: la riga resta non trovata e la nota elenca le forme che l’archivio ha davvero (succede su 64.984 strade, il 5%). La seconda: che la specie che hai scritto sia «via», o nessuna. Se hai scritto «Piazza», «Corso» o «Località» hai detto qualcosa di preciso e non lo sovrascriviamo — a Venezia l’archivio non registra nessuna «Piazza San Marco» e ne ha una sola con quel nome, «VIALE SAN MARCO», che sta a Mestre: un civico e una coordinata a chilometri di distanza, consegnati come «trovato», valgono meno di un «non trovata» con il suggerimento accanto.
- A ogni riga vengono assegnati un esito e una confidenza, e — quando il civico è riscontrato e il comune pubblica le coordinate — latitudine e longitudine.
- Un controllo finale confronta cella per cella le colonne del file in uscita con quelle del file in entrata: se una riga non corrisponde, il file non ti viene consegnato e i crediti tornano indietro.
- Controlli l’anteprima delle prime righe e scarichi il file Excel dalla pagina o dalla tua dashboard.
Input supportati
File CSV (separatore virgola, punto e virgola o tabulazione — lo riconosciamo dalla riga di intestazione; codifica UTF-8 o Windows-1252, riconosciuta e convertita) oppure Excel .xlsx, fino a 15 MB, con una riga di intestazione. L’indirizzo può stare in una sola colonna, per esempio «Via Roma 10, 90133 Palermo», oppure in colonne separate: in quel caso indichi la colonna della via e vengono lette anche le colonne chiamate «civico», «comune» o «provincia». Tutte le altre colonne restano dove sono e non vengono lette né inviate a nessuna fonte. Ogni elaborazione lavora al massimo 5.000 righe: le contiamo prima di consultare l’archivio e, se sono di più, il lavoro viene segnalato come non riuscito, i crediti ti tornano indietro e il messaggio ti chiede di dividere il file. Lo stesso succede se la colonna dell’indirizzo non si trova: in quel caso il messaggio elenca le colonne che il tuo file ha davvero. Solo indirizzi italiani: un comune che non è un comune italiano riceve l’esito «comune non riconosciuto», con le colonne aggiunte vuote.
Risultato
Un file Excel (.xlsx) con le tue colonne originali intatte e, a destra, undici colonne aggiunte: Esito, Confidenza, Via ufficiale ANNCSU, Civico ufficiale, Comune ufficiale, Provincia ufficiale, Codice ISTAT comune, Codice catastale comune, Latitudine, Longitudine e Nota. I due codici del comune sono le chiavi con cui questo elenco si incrocia con qualunque altra banca dati pubblica italiana.
L’esito è una di dodici etichette, e ciascuna dice una cosa diversa: trovato; via trovata (nel tuo testo non c’era il civico); civico registrato con un altro esponente (hai scritto «100» e l’archivio ha «100/D» — la nota elenca le forme registrate); via trovata, civico assente in archivio; via trovata, civico non verificato; via non trovata; più vie con lo stesso nome; più comuni con lo stesso nome; comune non riconosciuto; comune mancante nella riga; non verificato; indirizzo non leggibile. La confidenza è un’etichetta (alta, media, bassa) che dice quanto il riscontro è dipeso da correzioni nostre: riguarda la singola riga, non l’elenco, e non è una percentuale. Le righe in cui abbiamo cambiato la specie escono «media»: sono le uniche in cui la via che leggi non è quella che hai scritto, e il foglio «Info» le conta a parte.
La colonna Nota non è mai un errore generico: dice che cosa è stato cercato e, quando c’è, che cosa l’archivio ha al suo posto — le vie somiglianti dello stesso comune, gli esponenti registrati per quel numero civico, i comuni omonimi fra cui non abbiamo scelto. Nessuna riga viene inventata, unita o tolta; i doppioni restano, con lo stesso indirizzo normalizzato accanto, così puoi filtrarli tu. I campi che l’archivio non pubblica restano vuoti, mai riempiti con un valore verosimile. Un secondo foglio, Info, riporta il file di origine, la colonna verificata, le righe lette, il conteggio per ogni esito, quante righe hanno le coordinate, i comuni distinti riconosciuti, la data di pubblicazione dell’archivio e quella della nostra copia, e l’attribuzione di licenza.
Perché questo e non un altro
Le coordinate restano tue, per sempre. I termini di Google Maps Platform (Service Specific Terms, §3.4) dicono che le latitudini e longitudini ottenute dall’API di geocodifica si possono conservare per un periodo non superiore a un mese, dopo il quale «il Cliente deve cancellare i valori memorizzati»: un archivio di coordinate costruito così va rifatto da capo ogni mese. Mapbox vende il diritto di conservarle come voce a parte, a 5,00 $ per 1.000 contro gli 0,75 $ della versione temporanea. Le coordinate che ti consegniamo vengono dall’ANNCSU in CC BY 4.0: le tieni per sempre, le rivendi dentro il tuo prodotto, non firmi niente.
Il codice ISTAT e il codice catastale non li dà quasi nessuno. Nel tracciato ufficiale dell’archivio sono due campi obbligatori, e sono le chiavi con cui un elenco di indirizzi si incrocia con qualunque altra banca dati pubblica italiana. Nessuno dei geocodificatori mondiali (Google, HERE, Mapbox, TomTom, OpenCage, Geoapify) li restituisce. In Italia, fra i servizi con il prezzo pubblico, li dà Street Master, il cui piano a pagamento più piccolo è di 546 € per 10.000 indirizzi (709 € con le coordinate); RadarAddress costa 27,50 € per 5.000 indirizzi ma non li restituisce e non dichiara da quale archivio prenda i dati. Qui un’elaborazione da 5.000 righe costa 2 crediti, e la fonte è scritta in ogni riga del foglio «Info».
Un indirizzo sbagliato lo paghi al corriere, a ogni pacco. Il listino DHL Express Italia 2026 ha una voce «Correzione indirizzo» da 11,00 € per ogni spedizione con indirizzo incompleto, obsoleto o errato; UPS ne ha due che si sommano, 8,70 € di correzione indirizzo più 6,45 € di spedizione non consegnabile, oltre al trasporto di ritorno; FedEx/TNT aggiunge 3,50 € di mancata consegna, 10 € di pratica di giacenza e una quota che cresce ogni giorno di magazzino. Una raccomandata tornata al mittente sono 6,00 € di affrancatura da pagare due volte. Non ti promettiamo di sapere quante ne sbagli: te lo dice il file, riga per riga, e il conto lo fai tu.
Quello che gli altri fanno meglio: chi vende a contratto tratta file molto più grandi in una volta (noi ci fermiamo a 5.000 righe per elaborazione), espone una API da chiamare dal tuo gestionale, e in qualche caso corregge anche il CAP e gli indirizzi esteri. Se il tuo problema è uno di questi tre, quello che serve a te è un contratto con loro, non due crediti qui.
Limiti
Le coordinate dipendono dal comune, non dall’indirizzo. L’archivio le pubblica su tre quarti dei numeri civici, ma non a caso: misurato il 27 settembre 2026, 2.398 comuni su 7.891 non ne pubblicano nemmeno una e 5.102 le pubblicano su almeno il 95% dei loro numeri civici. Roma, Milano, Napoli, Palermo, Firenze, Bologna e Genova le hanno praticamente tutte; Torino, con 109.700 civici in archivio, non ne ha nessuna. Se le tue righe cadono in un comune che non le pubblica, quelle celle restano vuote e nessun rilancio le riempirà: il file te lo dice per nome, elencando i comuni interessati.
L’archivio registra quello che i Comuni hanno conferito. Una via aperta di recente o rinominata, una frazione con un nome d’uso diverso da quello ufficiale, un civico assegnato ma non ancora trasmesso possono non trovarsi: il file dice «via non trovata» o «civico assente in archivio» e non prova a indovinare. Il numero di strade conferite varia molto da comune a comune, ed è un dato del comune, non nostro.
Il CAP resta come lo hai scritto: questo prodotto non lo verifica e non lo corregge. Non copre l’estero: l’ANNCSU è solo italiano e non usiamo altre fonti per gli indirizzi esteri.
Questo prodotto normalizza e geolocalizza indirizzi. Non dice chi abita o ha sede a un indirizzo, non conferma una residenza, non lo collega a un’azienda o a una persona, non dice se un pacco sarà consegnabile e non contiene dati catastali. Non sostituisce una visura catastale, un certificato di residenza né la verifica di consegna del corriere.
Privacy e dati
Il file caricato viene conservato in un’area privata non accessibile dal web, usato solo per l’elaborazione ed eliminato automaticamente: subito dopo un’elaborazione riuscita, entro due giorni se l’elaborazione fallisce (in quel caso il file serve a capire cosa non ha funzionato). Il file Excel generato resta scaricabile dalla tua dashboard per 14 giorni, poi viene eliminato. Il confronto avviene interamente su questo server, su una copia dell’archivio pubblico che scarichiamo noi: gli indirizzi del tuo file non vengono inviati a nessun servizio esterno, né a un fornitore di mappe né a un modello di intelligenza artificiale. Le altre colonne del tuo file (nomi, codici, note) non vengono inviate a nessuna fonte: le leggiamo soltanto per ricopiarle e per confrontarle cella per cella con quelle in uscita, che è il controllo descritto qui sopra. Dall’ANNCSU leggiamo soltanto vie, civici, comuni e coordinate: l’archivio registra luoghi, non persone — niente residenti, niente proprietà, niente dati catastali. Se i tuoi sono indirizzi di persone fisiche restano dati personali di cui sei titolare: non li usiamo per costruire liste di marketing, non li incrociamo con quelli di altri clienti e non li usiamo per addestrare modelli.
I dati che ti consegniamo vengono dall’ANNCSU, pubblicato in open data con licenza CC BY 4.0: puoi riutilizzarli, anche per fini commerciali, citando la fonte. L’attribuzione da usare è scritta nel foglio «Info» del file che scarichi.
Domande frequenti
Quante righe può avere il file?
I limiti sono due: 15 MB e 5.000 righe. Se il file ne ha di più il lavoro viene segnalato come non riuscito prima di consultare l’archivio, il messaggio te lo dice e i crediti ti tornano indietro: dividi l’elenco in più file.
Perché una via che esiste davvero risulta «non trovata»?
Perché l’ANNCSU registra la denominazione ufficiale conferita dal Comune, e il nome che usano tutti può essere un altro: un santo abbreviato, una frazione al posto del comune, una via rinominata da poco, un nome scritto per intero dove il Comune ha solo il cognome. La specie sbagliata, da sola, non è più un motivo: se il nome coincide e in quel comune è di una strada sola, la riga si riscontra con la forma del Comune. Quando invece non troviamo, la nota accanto alla riga elenca le forme somiglianti che l’archivio ha in quel comune, così correggi a mano o accetti quella ufficiale.
Ho scritto il civico «100» e mi dice che è registrato con un altro esponente. Che vuol dire?
Che su quella via l’archivio non ha l’accesso «100» così com’è, ma ne ha uno o più con quel numero e una lettera — per esempio «100/D». Non scegliamo noi: «100» e «100/D» possono essere due porte diverse a metri di distanza, e la coordinata dell’una non è quella dell’altra. La nota elenca le forme registrate: correggi il dato e la riga si riscontra. Non è un caso raro — sulle prime 300 vie di Torino riguarda circa un numero civico su cinque.
Le coordinate posso usarle sulle mie mappe?
Sì. Vengono dall’ANNCSU, open data con licenza CC BY 4.0: uso commerciale permesso citando la fonte. Non c’è share-alike e non c’è nessun contratto da firmare.
Funziona con indirizzi esteri?
No. L’ANNCSU copre soltanto l’Italia e non usiamo altre fonti per l’estero: la riga riceve l’esito «comune non riconosciuto» e resta nel file con le colonne aggiunte vuote.
Cosa succede se l’elaborazione non riesce?
Se la colonna dell’indirizzo non si trova, il file non si apre, ha più di 5.000 righe, oppure il controllo finale sulle righe non torna, il lavoro viene segnalato come non riuscito, il messaggio dice esattamente quale dei casi è, e i crediti ti vengono restituiti.