Radar Bandi su Misura

Scrivi con parole tue che cosa fa la tua impresa — «vendiamo arredi per uffici e scuole», «siamo un’agenzia di traduzioni, facciamo anche interpretariato» — e Radar Bandi su Misura capisce quali bandi cercare: l’intelligenza artificiale ricava dalla frase le parole con cui gli enti scrivono l’oggetto di un bando, te le mostra prima di attivare il radar, e il radar le cerca ogni giorno su TED, il bollettino ufficiale degli appalti dell’Unione Europea, e — per l’Italia — anche sulla piattaforma ANAC per la pubblicità legale, dove escono i bandi sotto soglia. Ti avvisa solo quando trova un bando ancora aperto che non ti aveva mai segnalato, con scadenza, ente e link. Oggi è gratis: il radar è in beta, basta un account gratuito, non serve una carta e non consuma crediti. Puoi provarlo qui sotto senza account. Sono gare d’appalto, cioè la pubblica amministrazione che compra lavori, forniture e servizi: non contributi alle imprese. I finanziamenti a fondo perduto si cercano su incentivi.gov.it, il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Esempio di risultato reale

Gratis in beta

  • Ti avvisiamo quando esce qualcosa di nuovo, e anche quando la fonte smette di rispondere: dopo 3 ricerche non riuscite di fila ti scriviamo, e intanto la riga del radar nella tua area lo dice dalla prima.
  • Metti in pausa o disattivi quando vuoi, dalla tua dashboard.
  • Se descrivi con una frase che cosa cerchi, questo strumento invia a OpenAI solo quella frase — non il tuo nome né la tua email — per ricavarne le parole da cercare nei bandi, che ti mostriamo prima di attivare il radar. Se scrivi direttamente le parole chiave, separate da una virgola, al modello non va niente. Dettagli in Trattamento dati & AI.

Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.

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Cosa fa

Chi vende alla pubblica amministrazione sa che cosa vende, non come un ente lo scrive in un bando. Qui descrivi la tua attività con una frase, e il radar ne ricava le parole da cercare: «cerco gare per la fornitura di software gestionale ai comuni del Veneto» diventa «software gestionale», «corsi per i dipendenti degli enti» diventa «formazione personale». Le parole scelte le vedi subito, prima di dare l’email, insieme ai bandi ancora aperti che trovano oggi; se non ti tornano le cambi. Poi il radar interroga ogni giorno TED (Tenders Electronic Daily), la banca dati ufficiale degli appalti pubblici europei sopra le soglie comunitarie, e — se il paese è l’Italia — la piattaforma ANAC per la pubblicità legale, dove dal 2024 si pubblicano per legge i bandi italiani, compresi quelli sotto soglia che a TED non arrivano, e le indagini di mercato, con cui un ente raccoglie le manifestazioni di interesse prima di invitare le imprese a una procedura negoziata. Ogni bando viene confrontato con le tue parole: quelle che marchi come obbligatorie filtrano già alla fonte, le altre ordinano i risultati per pertinenza. Nell’alert vedi anche quali termini hanno fatto scattare ogni riga, così puoi correggere il criterio invece di indovinare. Usa solo fonti pubbliche e gratuite: nessuna banca dati a pagamento, nessun aggiramento di login o paywall.

Per chi è

Imprese e professionisti che vendono alla pubblica amministrazione in un settore che non ha un radar già pronto: software e servizi informatici, servizi sociali ed educativi, arredi, vigilanza e portierato, stampa, eventi e congressi, traduzioni, manutenzione di impianti. Chi fa pulizie, verde o mense trova le parole già pronte su Radar Bandi Pubblici; chi fa lavori edili su Radar Lavori Pubblici; chi cerca gare in Germania, Francia o Spagna su Radar Gare Estere, che traduce in italiano che cosa compra l’ente.

Come funziona

  • Scrivi con parole tue che cosa fa la tua impresa, oppure le parole chiave se le conosci già, e scegli il paese della stazione appaltante. Da una frase l’intelligenza artificiale ricava le parole da cercare e te le mostra: «Ho capito così». Nelle parole chiave la virgola separa le alternative, e le parole fra due virgole valgono insieme: «manutenzione verde» cerca i bandi che parlano di tutte e due, non di una sola.
  • Metti un + davanti al termine indispensabile: passeranno solo i bandi che lo contengono.
  • Ogni giorno — o ogni settimana, come scegli tu — il radar rilegge i bandi pubblicati negli ultimi sette giorni su TED e, per l’Italia, sulla piattaforma ANAC.
  • Il primo controllo — di solito entro un’ora dall’attivazione — non parte da zero: oltre alla settimana legge i bandi pubblicati nei trenta giorni prima e ti manda quelli ancora aperti. Dai controlli successivi arrivano solo i bandi nuovi.
  • Ricevi un alert solo con i bandi ancora aperti che non ti erano mai stati segnalati: oggetto, stazione appaltante, termine per presentare l’offerta, valore stimato quando TED lo dichiara, regione in cui si esegue il lavoro e link alla scheda ufficiale, su TED o sulla piattaforma ANAC. Non ci entrano né le gare già aggiudicate, né quelle il cui termine è già passato.

Input supportati

Solo configurazione: non serve caricare file. Scrivi una frase o le parole chiave, scegli il paese della stazione appaltante (Italia, Francia, Germania, Spagna) e ogni quanto controllare. Puoi tenere attivi più radar con criteri diversi.

Risultato

Un avviso in dashboard — e per email — con l’elenco dei bandi nuovi e ancora aperti: il titolo così come TED lo pubblica — paese, categoria merceologica tradotta in italiano e oggetto nella lingua originale del bando — la stazione appaltante, il termine entro cui presentare l’offerta quando l’avviso lo dichiara — e quando non lo dichiara la riga te lo dice — la regione in cui si esegue il lavoro quando TED la dichiara — o tutto il paese, quando è quello che TED dichiara — e anche qui, quando non la dichiara, te lo scriviamo invece di lasciartelo dedurre — il valore stimato dell’appalto quando TED lo dichiara, al netto dell’IVA e come TED lo pubblica — e quando non lo dichiara, anche questo te lo scriviamo — i termini del tuo criterio che hanno fatto scattare la riga e il link diretto alla scheda TED, dove trovi l’ora esatta del termine, i requisiti e i documenti. Con il paese impostato su Italia l’oggetto è già in italiano; se scegli Francia, Germania o Spagna resta nella lingua del bando — tradotta è la categoria, non il testo scritto dalla stazione appaltante. Quando nessun bando contiene le tue parole chiave nell’oggetto — cioè la fonte le ha trovate solo nel testo completo — l’avviso te lo dice, invece di lasciarti credere di aver trovato un filone.

Limiti

Le fonti sono due, e ciascuna ha i suoi confini. TED contiene solo gli appalti pubblici europei sopra le soglie comunitarie. Per l’Italia il sotto soglia arriva dalla piattaforma ANAC, con due confini che è meglio sapere prima: non ci sono gli affidamenti diretti, perché non sono gare — l’ente sceglie l’impresa senza un avviso a cui candidarsi — né le procedure negoziate senza avviso, a cui si partecipa solo su invito: la porta d’ingresso per quelle sono le indagini di mercato, che ti mandiamo. Se un giorno la piattaforma ANAC non risponde, quel controllo consegna i soli bandi di TED e la riga del radar nella tua area lo dice. Nuove aperture commerciali, investimenti privati annunciati e permessi di costruire non ci sono, perché non passano da queste fonti.

Le parole che il radar ricava da una frase le sceglie un modello di intelligenza artificiale, e il nostro codice le controlla: toglie le parole che stanno in quasi tutti i bandi («gara», «servizi», «fornitura», «comune») e i luoghi, e le riduce alle sei parole che il radar cerca. Un modello può scegliere male — una parola troppo larga o troppo stretta — e per questo te le mostriamo prima di attivare il radar e le puoi cambiare quando vuoi. Se nella frase nomini un luogo, il radar non lo usa come filtro: ogni riga dice dove si esegue il contratto.

Il filtro geografico è il paese della stazione appaltante, non la regione. Per stringere su un territorio si possono mettere il nome della regione, della provincia o del comune fra le parole chiave, ma è un ripiego, e quanto valga è meglio saperlo prima di provarlo: la regione TED la tiene in un campo strutturato, mentre le parole chiave cercano nel testo del bando — e un bando per Busto Arsizio non contiene la parola «lombardia». Misurato il 29/08/2026 sull’universo completo dei bandi italiani della settimana, su otto regioni: chi cerca il nome della regione ne riceve tre su quattro — su «sicilia» 6 su 12, su «puglia» 11 su 17 — e una riga su quattro fra quelle che riceve riguarda lavori di un’altra regione. Per questo da adesso ogni riga dell’avviso dice in quale regione si esegue il lavoro, oppure dice che TED non lo dichiara, cosa che capita su un avviso su quattro: il territorio lo filtri con gli occhi sull’elenco, invece che a scatola chiusa. Non ogni avviso dichiara una regione, e non tutto ciò che non è una regione è un silenzio: alcuni dichiarano tutto il paese — «Ovunque nel paese in questione», come lo scrive TED — altri nessun vincolo di luogo, altri l’intero Spazio economico europeo. In quei casi la riga scrive quello, e tiene «non dichiarato» per quando la fonte tace davvero. Un criterio troppo generico produce rumore — l’alert ti mostra quali termini hanno corrisposto proprio perché tu possa stringerlo.

Su TED non escono solo bandi da presentare: più della metà degli avvisi pubblicati riguarda gare già aggiudicate, modifiche di contratti già firmati e affidamenti diretti già decisi. Quelli non te li mandiamo — non sono bandi a cui puoi ancora partecipare — e il radar li scarta alla fonte, prima ancora di contarli. Misurato il 29/08/2026 su due criteri reali in Italia: 60% e 52% degli avvisi in linea. Se ti arriva un avviso di preinformazione, cioè un bando annunciato ma non ancora aperto, la riga te lo dice.

C’è un secondo modo in cui una gara è già chiusa, e non si vede dal tipo di avviso: il termine per presentare l’offerta può essere già passato il giorno stesso in cui l’avviso compare su TED. Capita di rado ma capita — misurato il 29/08/2026 su un criterio reale in Italia, 8 avvisi su 157, uno pubblicato il 26 agosto 2026 con termine di presentazione il 28 ottobre 2025. Quelle righe non te le mandiamo. Il termine lo leggi in fondo a ogni riga dell’avviso, ed è il giorno, non l’ora: l’ora esatta è sulla scheda TED. Alcuni avvisi il termine non lo dichiarano affatto, e la causa più frequente non è una dimenticanza della stazione appaltante: fra i bandi aperti TED pubblica anche i sistemi di qualificazione, con cui un ente apre un elenco fornitori che resta valido per anni e a cui ci si iscrive — le gare vere le affida poi agli iscritti, senza ripubblicarle. Non essendo gare, un termine per presentare l’offerta non ce l’hanno. Misurato il 29/08/2026 su quattro criteri reali in Italia: 48 righe su 502 consegnate erano sistemi di qualificazione, dall’8% al 22% a seconda del criterio, e da sole valevano 48 delle 79 righe senza termine. Non te le togliamo — sono occasioni vere — ma da adesso la riga te lo scrive: «sistema di qualificazione: ci si iscrive a un elenco fornitori, non si presenta un’offerta». Le altre righe senza termine sono le preinformazioni, che non ce l’hanno ancora, e qualche gara che lo rimanda ai documenti: anche lì la riga scrive che non è dichiarato, invece di lasciarti dedurre che non ci sia. Un avviso a più lotti con termini diversi ti mostra il primo ancora utile e ti dice quanti sono.

Ogni ricerca legge al massimo 250 bandi per volta. Se il tuo criterio è tanto largo da superarli — succede con parole molto comuni — leggiamo i più recenti e nell’alert ti diciamo da che giorno in poi abbiamo guardato e quanti bandi della stessa settimana, pubblicati prima, sono rimasti fuori: così sai quale finestra ti manca, invece di crederli tutti. Quella finestra non la recuperiamo al controllo successivo: la fonte consegna sempre prima i più recenti, quindi la coda saltata resta sotto il tetto a ogni giro, finché esce dai sette giorni. È il segnale che il criterio va stretto subito, non domani.

Il valore stimato dell’appalto è nella riga quando TED lo dichiara: è il valore al netto dell’IVA scritto dalla stazione appaltante, non un importo definitivo — su una gara ancora aperta non esiste. Quando TED non lo dichiara la riga scrive «valore stimato non dichiarato» invece di lasciartelo dedurre, e non lo ripete sugli avvisi che la riga ha già etichettato per quello che sono — i sistemi di qualificazione, le preinformazioni e le consultazioni preliminari di mercato — perché un valore stimato o non ce l’hanno per costruzione o non ce l’hanno ancora, e l’etichetta lo dice già al posto suo. Quanto spesso c’è dipende dal paese, e la differenza è grande: misurato il 29/08/2026 sugli avvisi ancora aperti dei sette giorni, in Italia lo dichiarano 214 avvisi su 233 — e 214 su 214 fra le gare vere, perché i 19 senza sono tutti sistemi di qualificazione — in Spagna 212 su 250, in Francia 63 su 250 e in Germania 26 su 250. Su un radar tedesco, quindi, aspettati di doverlo leggere quasi sempre sulla scheda TED.

C’è un terzo caso, e la riga lo distingue dagli altri due: certe stazioni appaltanti riempiono il campo obbligatorio con 1 €, che non è il valore della gara — lo abbiamo trovato su un parcheggio multipiano e sulla fornitura di elettricità di un intero distretto. Quel numero non te lo diamo per buono e non te lo nascondiamo: la riga scrive che il valore non è dichiarato e ti dice cosa troverai sulla scheda TED, così sai che non l’abbiamo perso noi. Succede quasi solo in Germania: misurato il 03/09/2026 su 768 bandi aperti in quattro paesi, 8 dei 234 valori dichiarati erano un 1 €, e tutti e otto tedeschi. Questo, a differenza del silenzio, te lo diciamo anche sugli avvisi già etichettati.

L’alert elenca tutti i bandi pertinenti che ha trovato, non un campione: oggetto, stazione appaltante e link, uno per riga. Se il tuo criterio ne fa scattare tanti da non entrare in un singolo avviso, l’elenco continua in un secondo avviso — «avviso 2 di 2», e se serve un terzo — spedito insieme al primo: nessun bando pertinente resta fuori. Più avvisi nello stesso giorno sono comunque il segnale che il criterio va stretto.

Il criterio usa al più 6 parole, e contano le parole singole — ma solo quelle che dicono la materia: articoli, preposizioni e congiunzioni («di», «e», «per», «della») non occupano posto e non vengono cercate, perché compaiono nell’oggetto di quasi tutti i bandi e non distinguerebbero niente. Così «lavori di costruzione e manutenzione di edifici scolastici» usa cinque parole delle sei, non otto, mentre un termine scritto in due parole piene — «illuminazione pubblica» — ne occupa comunque due. Anche l’apostrofo separa due parole: «scuole d’infanzia» cerca «scuole» e «infanzia», e spende due dei sei posti. Se ne scrivi di più il radar non parte e ti diciamo quali resterebbero fuori, così scegli tu quali tenere, invece di scoprire dopo giorni che una non è mai stata cercata. Per coprirne altre, tieni attivi più radar con criteri diversi.

Una ricerca può anche non riuscire: la fonte non risponde, risponde con un errore o restituisce qualcosa che non sappiamo leggere. In quel caso non ti avvisiamo al primo colpo — aspettiamo tre ricerche consecutive andate a vuoto, per non scriverti a ogni intoppo di pochi minuti — e ti avvisiamo comunque quando la fonte torna a rispondere. Nel frattempo il silenzio non significa «non è uscito niente», e non ti lasciamo dedurlo: nella tua area, sulla riga del radar, trovi scritto che cosa non ha funzionato, quante ricerche di fila non sono riuscite e la data dell’ultima riuscita — cioè fino a quando il silenzio valeva davvero come buona notizia. Quei bandi non sono persi per forza: ogni ricerca rilegge i sette giorni precedenti, quindi quando la fonte torna a rispondere la finestra rimasta scoperta viene riletta e i bandi in linea ti arrivano nell’avviso di quel giro, senza che tu debba andarteli a cercare. A lasciarne fuori una parte possono essere due cose sole, e l’avviso di rientro te le dice tutte e due. La prima è un’interruzione durata più di sette giorni: allora ti diciamo da che giorno in poi abbiamo recuperato. La seconda è il tetto di 250 qui sopra: il giro del rientro rilegge sette giorni interi di pubblicazioni, quindi è quello in cui un criterio largo lo supera più facilmente, e se succede l’avviso di rientro ti dice da che giorno abbiamo davvero letto, quanti bandi della stessa settimana sono rimasti fuori e che quelli non torneranno in nessun avviso.

Per email ti mandiamo al massimo 20 avvisi all’ora. Se in un’ora ne maturano di più — capita a chi tiene attivi molti monitoraggi con controllo frequente — gli altri non te li mandiamo in posta, ma li registriamo tutti nel tuo storico, ognuno con la sua data e ora, e te lo diciamo con un avviso apposta: per quell’ora il silenzio della posta non significa «niente di nuovo».

Privacy e dati

La configurazione è salvata solo per eseguire il tuo radar e puoi eliminarla in qualsiasi momento. Le elaborazioni sono temporanee, i bandi raccolti non vengono conservati oltre il necessario né usati per addestrare modelli, e gli alert sono visibili solo dal tuo account.

Domande frequenti

In cosa differisce dai radar verticali come Radar Bandi Pubblici o Radar Lavori Pubblici?

Nella frase, non nelle fonti. Qui descrivi con parole tue che cosa fa la tua impresa e l’intelligenza artificiale sceglie le parole da cercare; nei verticali parti da parole e suggerimenti già impostati su un settore, e le parole chiave le scrivi tu. Le fonti sono le stesse: TED e, per l’Italia, la piattaforma ANAC — Radar Gare Estere legge solo TED, perché la piattaforma ANAC pubblica solo le gare italiane. Se il tuo settore ha già il suo verticale, quello ti fa risparmiare la messa a punto; altrimenti parti da qui.

Trova anche aperture di negozi o investimenti privati?

No. Le fonti sono le banche dati degli appalti pubblici: ciò che non è una gara pubblica non compare, per quanto bene sia scritto il criterio.

Come scrivo un buon criterio?

Non serve saperlo: scrivi che cosa vendi o che cosa fai, e il radar ti mostra le parole che ne ha ricavato prima di attivarsi. Se preferisci scriverle tu: poche parole concrete, quelle che comparirebbero nell’oggetto di un bando, e un + davanti a quella senza la quale il risultato non ti serve. Il primo avviso ti mostra quali termini hanno corrisposto: da lì si stringe in un minuto.

Quando arriva un avviso?

Solo quando il radar trova bandi che non ti aveva mai segnalato. Nessuna novità, nessun avviso: non ricevi un messaggio al giorno per abitudine. Attenzione a un caso: se una ricerca non riesce affatto — la fonte non risponde o risponde con un errore — l’avviso parte alla terza volta consecutiva, non alla prima. Fino a quel momento non ricevi posta, ma non sei all’oscuro: la riga del radar nella tua area dice che le ricerche non stanno riuscendo e da quando. Se lì è tutto regolare, allora nessun avviso significa davvero che non è uscito niente in linea con il tuo criterio.

Come faccio a sapere che il radar sta lavorando?

Sotto la riga del radar, nella tua area, trovi lo stato dell’ultimo controllo, riscritto a ogni giro: quanti bandi aperti la fonte ha in quel momento con il tuo criterio, quanti ne abbiamo letti, quanti superano la soglia di pertinenza e quanti erano nuovi per te — e di quei nuovi, quanti l’avviso ti ha elencato per esteso, con titolo e link. I due numeri non sempre coincidono, e le ragioni sono due. I bandi nuovi che restano sotto la soglia di pertinenza l’avviso li conta senza elencarli; e quando nessuno dei nuovi supera la soglia l’avviso te ne mostra comunque cinque, come campione, così vedi con i tuoi occhi che cosa ha agganciato il criterio — ma anche quelli il radar li segna come già visti, campione compreso. Quando i due numeri non coincidono la riga dice quanti sono, per quale delle due ragioni, e che non torneranno in un avviso successivo. Nei giorni senza avviso — che sono la maggioranza — è lì che vedi se il criterio è troppo largo (qualche bando resta fuori dal tetto di un singolo controllo) o troppo stretto (nessuno dei letti è pertinente), e puoi correggerlo prima di perdere una gara. Se un controllo non riesce — la fonte non risponde, o risponde con un errore — quello stato non resta lì com’era a fingersi di oggi: la prima riga dice che l’ultimo controllo non ha letto niente, e i numeri sotto restano leggibili ma dichiarati per quello che sono, cioè quelli dell’ultima lettura riuscita, con la sua data. Se una lettura riuscita non c’è mai stata, la riga dice anche quello, invece di lasciarti credere che non ci fosse niente da trovare.

Quanto costa?

Oggi niente: il radar è in beta ed è gratuito — basta un account gratuito, non serve una carta e non consuma crediti. Se un giorno avrà un prezzo lo vedrai scritto prima di qualunque addebito, e sarai tu a scegliere se tenerlo. I crediti servono agli strumenti che lavorano su un documento: Analisi Bando, per esempio, legge il disciplinare di una gara che il radar ti ha segnalato e ti dice requisiti, scadenze e criteri di valutazione, per 3 crediti, e l’account gratuito riceve 3 crediti di benvenuto.

Quanti bandi mi arriveranno?

Dipende dal settore, e la prova qui sopra te lo dice prima di attivare il radar: mostra i bandi ancora aperti che le tue parole trovano adesso fra quelli pubblicati negli ultimi trenta giorni. Misurato il 21/09/2026 in Italia, su TED e sulla piattaforma ANAC insieme: «software, servizi informatici» 36 bandi aperti, «assistenza domiciliare, servizi educativi» 38, «arredi» 26, «vigilanza, portierato» 18, «stampa, tipografia» 10, «organizzazione eventi, congressi» 4, «traduzione, interpretariato» 2. Un settore piccolo riceve pochi avvisi al mese, e non è un guasto: nei giorni senza avviso la riga del radar nella tua area dice che cosa ha letto.

Che cosa va all’intelligenza artificiale?

Solo la frase con cui descrivi che cosa cerchi, per ricavarne le parole da cercare: non il tuo nome, non la tua email. Se scrivi direttamente le parole chiave, separate da una virgola, al modello non va niente. Il servizio è OpenAI; i dettagli sono nella pagina Trattamento dati & AI.

Perché non mi basta l’alert gratuito di TED, o la piattaforma ANAC?

Perché ciascuna delle due, da sola, lascia un buco. TED manda avvisi per email a chi si registra, con filtri per categoria, valore e luogo, ma solo sui bandi sopra la soglia europea: per i servizi degli enti locali, dal 2026, 216.000 €. La piattaforma ANAC ha anche il sotto soglia, ma i bandi si cercano a mano: non abbiamo trovato un modo di farsi mandare per email quelli nuovi con le proprie parole. Il radar legge le due fonti insieme, tiene solo i bandi ancora aperti, ti scrive solo quando c’è qualcosa di nuovo, e le parole le ricava da una frase invece di chiederti i codici CPV. I servizi di segnalazione gare a pagamento fanno di più — filtri per zona e importo, esiti di gara, documenti — e nei listini pubblici che abbiamo letto il 21/09/2026 costano da circa 150 a 650 € l’anno più IVA; questo radar oggi è gratuito.