Inserisci l’URL della pagina di un bando o di una gara: la teniamo d’occhio fino alla scadenza e ti avvisiamo se cambiano date, allegati, FAQ o se compaiono rettifiche. Ti avvisiamo anche quando il termine si avvicina e il giorno in cui è passato, perché quelli cambiano da soli mentre la pagina resta ferma. Nessun avviso = il bando è fermo e la scadenza è lontana, e se un controllo non riesce lo dice la riga del monitoraggio nella tua area. È la stessa riga che a ogni controllo scrive il termine che abbiamo letto, quanti giorni mancano e quanti allegati stiamo seguendo: così la seconda metà di quell’equazione la verifichi tu, senza aspettare un avviso.
Gratis in beta
- Ti avvisiamo quando cambia qualcosa, e anche quando il controllo smette di riuscire: dopo 3 controlli non riusciti di fila ti scriviamo, e intanto la riga del monitoraggio nella tua area lo dice dal primo.
- Metti in pausa o disattivi quando vuoi, dalla tua dashboard.
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Cosa fa
Sorveglia Bando monitora la pagina di un bando specifico che stai seguendo, non cerca bandi nuovi. A ogni controllo confronta la pagina con la versione precedente e rileva le variazioni che contano per chi partecipa: proroghe o modifiche delle scadenze, allegati aggiunti o sostituiti, nuove risposte ai chiarimenti, avvisi di rettifica, sospensione o annullamento. Il monitor si limita a leggere la pagina: non invia mai moduli né richieste alla stazione appaltante e non effettua alcuna operazione sulla piattaforma di gara.
Per chi è
Imprese che hanno deciso di partecipare a una gara e devono accorgersi subito di ogni rettifica, uffici gare, progettisti e consulenti che seguono più procedure in parallelo per i propri clienti.
Come funziona
- Incolla l’URL della pagina del bando da seguire.
- Il primo controllo registra lo stato della pagina e ti scrive subito quanti giorni mancano alla chiusura, con la data che abbiamo letto: se non e’ quella che ti aspetti, te ne accorgi adesso e non alla scadenza. Quella data resta scritta nella riga del monitoraggio nella tua area, riscritta a ogni controllo col conto dei giorni aggiornato: se l’email del primo controllo ti sfugge, la verifica ce l’hai lo stesso. Se invece da quella pagina non riusciamo a leggere né il testo né l’elenco degli allegati — capita sui portali telematici che disegnano la pagina nel browser — il primo controllo non riesce, e te lo diciamo: non registriamo una pagina vuota facendola passare per un bando sorvegliato.
- I controlli periodici confrontano la pagina con la versione registrata.
- Ricevi un avviso quando qualcosa cambia, con l’indicazione di cosa è stato aggiunto o modificato.
- E ricevi un promemoria quando mancano 30, 14, 7, 3 e 1 giorno al termine, anche se sulla pagina non è cambiato niente: la scadenza si avvicina lo stesso. Il giorno dopo la chiusura te lo diciamo una volta sola, così sai che il silenzio da lì in poi vuol dire un’altra cosa.
Input supportati
URL pubblici di pagine di bandi e gare: albi pretori, sezioni amministrazione trasparente, pagine di bandi su siti istituzionali. Funzionano anche le pagine degli avvisi europei su TED (ted.europa.eu/it/notice/…/html), quelle che ti consegnano i nostri radar: da lì leggiamo il termine per il ricevimento delle offerte e il valore stimato dell’appalto, ma gli allegati su TED non sono elencati come file scaricabili, quindi lì seguiamo le variazioni del testo e non i documenti — e te lo diciamo al primo controllo. Le piattaforme che richiedono login per consultare i documenti non sono supportate. Non sono leggibili nemmeno i portali telematici che costruiscono la pagina nel browser: nel codice sorgente non c’è il testo del bando ma solo il contenitore vuoto, l’abbiamo misurato su 25 indirizzi reali fra quelli che le stazioni appaltanti italiane dichiarano su TED come accesso ai documenti di gara, e 3 di quei 25 non erano leggibili. In quel caso non partiamo in silenzio: il monitoraggio segna il controllo come non riuscito e l’avviso ti chiede un indirizzo che si possa leggere — la versione stampabile, il PDF pubblicato a parte, la pagina dentro il riquadro incorporato. Se invece la pagina è un guscio ma elenca i suoi allegati come link, quella la seguiamo: gli allegati li leggiamo dal codice sorgente.
Risultato
Un avviso via email a ogni variazione e all’avvicinarsi del termine, che dice cosa è cambiato: una proroga arriva con la data vecchia e quella nuova e i giorni che mancano da adesso; un allegato arriva col suo nome, sia quando compare sia quando sparisce; un chiarimento arriva con la riga che lo pubblica; una variazione dell’importo a base di gara arriva coi due valori. Una sospensione o un annullamento della procedura sono segnalati come critici, perché fermano il lavoro di chi sta preparando un’offerta. I promemoria della scadenza arrivano a 30, 14, 7, 3 e 1 giorno dal termine, uno per soglia e mai due volte per la stessa, e riportano la data che abbiamo letto perché tu possa confrontarla col bando. Quando il termine è passato lo scriviamo una volta sola: non fermiamo il monitoraggio da soli, perché rettifiche ed esiti compaiono anche dopo la chiusura, ma da lì in poi puoi fermarlo tu e liberare il posto. Ogni avviso riporta data e ora del rilevamento, utile per documentare quando una modifica è diventata visibile.
Limiti
Il monitor osserva la pagina indicata: se la stazione appaltante pubblica una rettifica su una pagina diversa non collegata, quella variazione non viene vista. Il contenuto interno dei PDF allegati non viene confrontato: vediamo comparire e sparire i file elencati, riconosciuti dal nome. Se la stazione appaltante ricarica un documento con lo stesso nome, la sostituzione non è visibile da fuori e non possiamo segnalarla. Il termine di presentazione viene riconosciuto dal testo della pagina: quando è scritto in una forma che non sappiamo leggere te lo diciamo al primo controllo, invece di tacere, e continuiamo a seguire tutto il resto — ma in quel caso non arrivano nemmeno i promemoria della scadenza, perché non c’è nessuna data da cui contare — e perché quel silenzio non si confonda con «il termine non è cambiato», la riga del monitoraggio nella tua area lo ripete a ogni controllo, con l’elenco dei promemoria che non riceverai. La classificazione di una modifica come proroga o rettifica è un’interpretazione automatica del testo e va sempre verificata sui documenti ufficiali. I siti che vietano l’accesso automatico non vengono monitorati, e non lo sono nemmeno le pagine che si compongono nel browser e non ci danno né testo né allegati: l’avviso te lo dice al terzo controllo non riuscito, oppure subito se non abbiamo mai letto niente da quell’indirizzo. Lo stesso vale quando una pagina che leggevamo smette di darci il bando e al suo posto ci serve un muro — «accedi per continuare», una verifica anti-bot, la sessione scaduta del portale: non ti diciamo che il bando è stato svuotato, perché sul bando non abbiamo misurato niente. Teniamo l’ultima lettura riuscita invece di sostituirla, contiamo il controllo come non riuscito e te lo diciamo al terzo, con la data fino a cui il silenzio valeva davvero.
Quando un controllo non riesce del tutto — il sito non risponde, il dominio non si risolve, la connessione va in timeout — non ti avvisiamo al primo colpo: aspettiamo tre controlli consecutivi non riusciti, per non svegliarti per un’interruzione di pochi minuti. Fa eccezione un caso solo: se già il primo controllo ci dice che quell’indirizzo non esiste, non è pubblico o il suo dominio non si risolve, e da noi non ha mai funzionato, te lo scriviamo subito. Non è un’interruzione passeggera da confermare, è quasi sempre un refuso nell’indirizzo — e aspettare il terzo controllo su frequenza settimanale vorrebbe dire dirtelo tre settimane dopo, con una sorveglianza che non è mai partita. In quel caso l’avviso non parla di una pagina «scomparsa»: ti dice che non l’abbiamo mai letta e ti manda a rileggere l’indirizzo. Nel frattempo il silenzio non significa «è tutto a posto», e non ti lasciamo dedurlo: nella tua area, sulla riga del monitoraggio, trovi scritto che cosa non ha funzionato, quanti controlli consecutivi non sono riusciti e la data dell’ultimo controllo riuscito — cioè fino a quando il silenzio valeva davvero come buona notizia.
Per email ti mandiamo al massimo 20 avvisi all’ora. Se in un’ora ne maturano di più — capita a chi tiene attivi molti monitoraggi con controllo frequente — gli altri non te li mandiamo in posta, ma li registriamo tutti nel tuo storico, ognuno con la sua data e ora, e te lo diciamo con un avviso apposta: per quell’ora il silenzio della posta non significa «niente di nuovo».
Privacy e dati
Conserviamo l’URL del bando e ciò che serve al confronto successivo: il termine di presentazione letto, l’importo a base di gara, i nomi degli allegati elencati e il testo dell’ultimo controllo. Le pagine scaricate vengono elaborate temporaneamente, non vengono conservate in modo permanente per impostazione predefinita e non vengono mai usate per addestrare modelli.
Domande frequenti
Che differenza c’è con Radar Gare Estere?
Radar Gare Estere cerca bandi nuovi in base ai tuoi criteri. Sorveglia Bando fa il passo successivo: tiene d’occhio un bando preciso che hai già trovato e ti avvisa di ogni variazione fino alla scadenza.
Come fate a sapere qual è la scadenza?
La leggiamo dalla riga della pagina che la dichiara, e teniamo separato il termine per le offerte da quello per i chiarimenti, che su ogni bando cade prima. La data che abbiamo letto te la scriviamo nel primo avviso, in ogni promemoria e sulla riga del monitoraggio nella tua area, dove la rileggi quando vuoi, così puoi confrontarla col bando: è il modo per accorgerti subito se la pagina la scrive in una forma che ci sfugge. Per i termini fanno sempre fede i documenti ufficiali della stazione appaltante.
L’avviso fa fede sulla data di una rettifica?
L’avviso documenta quando il nostro controllo ha osservato la modifica, non quando è stata pubblicata. Per le scadenze e i termini fanno sempre fede i documenti ufficiali della stazione appaltante.
Il monitor interagisce con la piattaforma di gara?
No. Effettua solo letture della pagina pubblica: nessun modulo inviato, nessuna registrazione, nessuna operazione sulla piattaforma.