Radar Gare Estere

Scegli il paese e le parole chiave del tuo settore: quando su TED — il bollettino ufficiale degli appalti dell’Unione Europea — esce una gara in linea, ricevi un alert con il titolo pubblicato da TED (categoria merceologica in italiano, oggetto nella lingua del bando), il committente e il link al documento originale.

Provalo adesso, senza account. Scrivi due parole del tuo settore e scegli il paese: il riquadro qui sotto interroga TED in questo momento e ti mostra le gare ancora aperte, con la scadenza, la lingua in cui va presentata l’offerta e una riga in italiano che dice che cosa compra l’ente. Nessuna email, nessuna carta, nessun credito. Il radar — cioè il controllo automatico che ti avvisa quando esce qualcosa di nuovo — chiede un account gratuito, e oggi non costa nulla.

Gratis in beta

  • Ti avvisiamo quando esce qualcosa di nuovo, e anche quando la fonte smette di rispondere: dopo 3 ricerche non riuscite di fila ti scriviamo, e intanto la riga del radar nella tua area lo dice dalla prima.
  • Metti in pausa o disattivi quando vuoi, dalla tua dashboard.
  • Questo strumento invia a OpenAI la descrizione della gara così come TED la pubblica — un testo pubblico, non i tuoi dati — per dirti in italiano che cosa compra l'ente; ogni cifra della frase viene poi confrontata con il testo letto. Dettagli in Trattamento dati & AI.

Fonti dei dati Ogni voce dice chi pubblica il dato e a quali condizioni si può riusare.

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Cosa fa

Radar Gare Estere interroga TED (Tenders Electronic Daily), la banca dati ufficiale degli appalti pubblici europei sopra le soglie comunitarie, e ripesca le gare pubblicate negli ultimi sette giorni dalle stazioni appaltanti del paese che hai scelto — oggi Italia, Francia, Germania o Spagna. Ogni gara viene confrontata con le tue parole chiave: quelle che marchi come obbligatorie filtrano già alla fonte, le altre ordinano i risultati per pertinenza. Le parole chiave si scrivono in italiano anche per le gare estere: di ogni gara TED traduce in tutte le lingue dell’Unione la categoria merceologica, ed è lì che un criterio italiano aggancia. L’oggetto scritto dalla stazione appaltante resta invece nella lingua del bando, nell’alert come sulla scheda. Usa solo la fonte pubblica e gratuita: nessuna banca dati a pagamento, nessun aggiramento di login o registrazioni obbligatorie.

Perché non basta l’alert gratuito di TED

È la prima domanda da farsi, e la risposta onesta è: TED gli avvisi via email te li manda già, gratis. Un account gratuito su ted.europa.eu tiene fino a 25 ricerche salvate e 25 avvisi, su tutti i paesi dell’Unione, con filtri che qui non ci sono — il codice CPV esatto, il valore minimo, il luogo di esecuzione. Se il tuo problema è ricevere i bandi, quello basta e non serve pagare nessuno, noi compresi.

Il problema che questo radar risolve è un altro: che cosa ci fai, con quell’email. Sono tre differenze, tutte e tre verificabili nel riquadro qui sopra prima di registrarti.

  • Una riga in italiano che dice che cosa compra l’ente. TED traduce il nome del paese e la categoria merceologica, non il testo scritto dalla stazione appaltante: l’avviso gratuito di TED ti arriva con «ZUG / Lose Möblierung» e devi aprirlo per capire. Noi leggiamo la descrizione pubblicata su TED e te la riassumiamo in italiano — su quella gara: «fornitura e montaggio di arredi per la Zugspitz-Realschule, circa 708 tavoli e 611 sedie». Misurato il 19/09/2026: la descrizione c’è su 250 avvisi su 250 in tutti e quattro i paesi.
  • In che lingua va presentata l’offerta. È il fatto che decide se una gara estera è aggredibile, e non lo mostra nessuno. TED lo dichiara su 250 avvisi su 250 in Germania e in Francia, 249 su 250 in Spagna e in Italia (misurato il 19/09/2026 sugli avvisi aperti dei sette giorni). Quanti accettano l’italiano: 2 su 250 in Germania, 4 in Francia, 2 in Spagna. Quando l’italiano non è ammesso la riga lo scrive; quando lo è, tace, perché non è una notizia.
  • Quello che non ti mandiamo. Più della metà degli avvisi TED riguarda gare già aggiudicate, e qualcuno esce con il termine già passato: li scartiamo alla fonte, e non ti riproponiamo un bando che ti avevamo già segnalato. I sistemi di qualificazione, le preinformazioni e i «valore stimato 1 €» li lasciamo, ma etichettati per quello che sono. I dettagli, misurati, sono nella sezione Limiti qui sotto.

Quello che TED fa meglio, e va detto: copre tutti i paesi dell’Unione invece di quattro, filtra per codice CPV e per valore, e non ha il tetto di 250 avvisi per ricerca di cui parliamo sotto. Se ti servono quei filtri, usa TED — è la stessa fonte, ed è gratis.

Per chi è

Aziende esportatrici, export manager, società di ingegneria e consulenti di internazionalizzazione che vogliono presidiare le gare pubbliche estere del proprio settore senza aprire ogni mattina i portali di quattro paesi.

Come funziona

  • Scrivi le parole chiave del tuo settore, in italiano, e scegli il paese della stazione appaltante. Le parole fra due virgole valgono insieme: «manutenzione verde» cerca i bandi che parlano di tutte e due, non di una sola.
  • Metti un + davanti al termine indispensabile: passeranno solo le gare che lo contengono.
  • Ogni giorno — o ogni settimana, come scegli tu — il radar rilegge le gare pubblicate su TED negli ultimi sette giorni.
  • Il primo controllo — di solito entro un’ora dall’attivazione — non parte da zero: oltre alla settimana legge i bandi pubblicati su TED nei trenta giorni prima e ti manda quelli ancora aperti. Dai controlli successivi arrivano solo i bandi nuovi.
  • Ricevi un alert solo con le gare ancora aperte che non ti erano mai state segnalate: oggetto, ente committente, termine per presentare l’offerta, valore stimato quando TED lo dichiara, regione in cui si esegue il lavoro e link alla scheda TED. Non ci entrano né le gare già aggiudicate, né quelle il cui termine è già passato.

Input supportati

Solo configurazione: nessun file da caricare. Imposti le parole chiave, il paese della stazione appaltante (Italia, Francia, Germania, Spagna) e ogni quanto controllare. Per presidiare più paesi si attiva un radar per paese.

Risultato

Un avviso in dashboard — e per email — con l’elenco delle gare nuove e ancora aperte: il titolo così come TED lo pubblica — paese, categoria merceologica tradotta in italiano e oggetto nella lingua della gara — l’ente committente, il termine entro cui presentare l’offerta quando l’avviso lo dichiara — e quando non lo dichiara la riga te lo dice — la regione in cui si esegue il lavoro quando TED la dichiara — o tutto il paese, quando è quello che TED dichiara — e anche qui, quando non la dichiara, te lo scriviamo invece di lasciartelo dedurre — il valore stimato dell’appalto quando TED lo dichiara, al netto dell’IVA e come TED lo pubblica — e quando non lo dichiara, anche questo te lo scriviamo — i termini del tuo criterio che hanno fatto scattare la riga e il link diretto alla scheda TED, dove trovi l’ora esatta del termine, i requisiti e i documenti di gara nella lingua ufficiale. Su una gara estera la riga porta due cose in più, che sulla scheda TED stanno in fondo e in lingua originale: una frase in italiano che dice che cosa compra l’ente, riassunta dalla descrizione che la stazione appaltante ha pubblicato su TED — con le quantità quando il testo le scrive — e la lingua in cui va presentata l’offerta, quando non è l’italiano. Quando nessuna gara contiene le tue parole chiave nell’oggetto — cioè la fonte le ha trovate solo nel testo completo — l’avviso te lo dice, invece di lasciarti credere di aver trovato un filone.

Limiti

La fonte è TED, e TED contiene solo gli appalti pubblici europei sopra le soglie comunitarie: le gare extra-UE, quelle degli organismi internazionali e gli affidamenti sotto soglia non ci sono. I paesi selezionabili sono oggi quattro, e il filtro è il paese della stazione appaltante, non la regione. Per stringere su un territorio si possono mettere il nome della regione, della provincia o del comune fra le parole chiave, ma è un ripiego, e quanto valga è meglio saperlo prima di provarlo: la regione TED la tiene in un campo strutturato, mentre le parole chiave cercano nel testo del bando — e un bando per Busto Arsizio non contiene la parola «lombardia». Misurato il 29/08/2026 sull’universo completo dei bandi italiani della settimana, su otto regioni: chi cerca il nome della regione ne riceve tre su quattro — su «sicilia» 6 su 12, su «puglia» 11 su 17 — e una riga su quattro fra quelle che riceve riguarda lavori di un’altra regione. Per questo da adesso ogni riga dell’avviso dice in quale regione si esegue il lavoro, oppure dice che TED non lo dichiara, cosa che capita su un avviso su quattro: il territorio lo filtri con gli occhi sull’elenco, invece che a scatola chiusa. Non ogni avviso dichiara una regione, e non tutto ciò che non è una regione è un silenzio: alcuni dichiarano tutto il paese — «Ovunque nel paese in questione», come lo scrive TED — altri nessun vincolo di luogo, altri l’intero Spazio economico europeo. In quei casi la riga scrive quello, e tiene «non dichiarato» per quando la fonte tace davvero. TED traduce la categoria merceologica, non l’oggetto: la riga ti dice in italiano di che cosa si tratta, ma il testo scritto dalla stazione appaltante resta nella lingua del paese — e fa fede quello. L’alert riporta ciò che la gara dichiara nell’oggetto; valore, date e documenti si leggono sulla scheda TED, a un clic.

Su TED non escono solo gare da presentare: più della metà degli avvisi pubblicati riguarda gare già aggiudicate, modifiche di contratti già firmati e affidamenti diretti già decisi. Quelli non te li mandiamo — non sono gare a cui puoi ancora partecipare — e il radar li scarta alla fonte, prima ancora di contarli. Misurato il 29/08/2026 su due criteri reali in Italia: 60% e 52% degli avvisi in linea. Se ti arriva un avviso di preinformazione, cioè una gara annunciata ma non ancora aperta, la riga te lo dice.

C’è un secondo modo in cui una gara è già chiusa, e non si vede dal tipo di avviso: il termine per presentare l’offerta può essere già passato il giorno stesso in cui l’avviso compare su TED. Capita di rado ma capita — misurato il 29/08/2026 su un criterio reale in Italia, 8 avvisi su 157, uno pubblicato il 26 agosto 2026 con termine di presentazione il 28 ottobre 2025. Quelle righe non te le mandiamo. Il termine lo leggi in fondo a ogni riga dell’avviso, ed è il giorno, non l’ora: l’ora esatta è sulla scheda TED. Alcuni avvisi il termine non lo dichiarano affatto, e la causa più frequente non è una dimenticanza della stazione appaltante: fra i bandi aperti TED pubblica anche i sistemi di qualificazione, con cui un ente apre un elenco fornitori che resta valido per anni e a cui ci si iscrive — le gare vere le affida poi agli iscritti, senza ripubblicarle. Non essendo gare, un termine per presentare l’offerta non ce l’hanno. Misurato il 29/08/2026 su quattro criteri reali in Italia: 48 righe su 502 consegnate erano sistemi di qualificazione, dall’8% al 22% a seconda del criterio, e da sole valevano 48 delle 79 righe senza termine. Non te le togliamo — sono occasioni vere — ma da adesso la riga te lo scrive: «sistema di qualificazione: ci si iscrive a un elenco fornitori, non si presenta un’offerta». Le altre righe senza termine sono le preinformazioni, che non ce l’hanno ancora, e qualche gara che lo rimanda ai documenti: anche lì la riga scrive che non è dichiarato, invece di lasciarti dedurre che non ci sia. Un avviso a più lotti con termini diversi ti mostra il primo ancora utile e ti dice quanti sono.

Ogni ricerca legge al massimo 250 gare per volta. Se il tuo criterio è tanto largo da superarle — succede con parole molto comuni — leggiamo le più recenti e nell’alert ti diciamo da che giorno in poi abbiamo guardato e quante gare della stessa settimana, pubblicate prima, sono rimaste fuori: così sai quale finestra ti manca, invece di crederle tutte. Quella finestra non la recuperiamo al controllo successivo: la fonte consegna sempre prima le più recenti, quindi la coda saltata resta sotto il tetto a ogni giro, finché esce dai sette giorni. È il segnale che il criterio va stretto subito, non domani.

Il valore stimato dell’appalto è nella riga quando TED lo dichiara: è il valore al netto dell’IVA scritto dalla stazione appaltante, non un importo definitivo — su una gara ancora aperta non esiste. Quando TED non lo dichiara la riga scrive «valore stimato non dichiarato» invece di lasciartelo dedurre, e non lo ripete sugli avvisi che la riga ha già etichettato per quello che sono — i sistemi di qualificazione, le preinformazioni e le consultazioni preliminari di mercato — perché un valore stimato o non ce l’hanno per costruzione o non ce l’hanno ancora, e l’etichetta lo dice già al posto suo. Quanto spesso c’è dipende dal paese, e la differenza è grande: misurato il 29/08/2026 sugli avvisi ancora aperti dei sette giorni, in Italia lo dichiarano 214 avvisi su 233 — e 214 su 214 fra le gare vere, perché i 19 senza sono tutti sistemi di qualificazione — in Spagna 212 su 250, in Francia 63 su 250 e in Germania 26 su 250. Su un radar tedesco, quindi, aspettati di doverlo leggere quasi sempre sulla scheda TED.

C’è un terzo caso, e la riga lo distingue dagli altri due: certe stazioni appaltanti riempiono il campo obbligatorio con 1 €, che non è il valore della gara — lo abbiamo trovato su un parcheggio multipiano e sulla fornitura di elettricità di un intero distretto. Quel numero non te lo diamo per buono e non te lo nascondiamo: la riga scrive che il valore non è dichiarato e ti dice cosa troverai sulla scheda TED, così sai che non l’abbiamo perso noi. Succede quasi solo in Germania: misurato il 03/09/2026 su 768 bandi aperti in quattro paesi, 8 dei 234 valori dichiarati erano un 1 €, e tutti e otto tedeschi. Questo, a differenza del silenzio, te lo diciamo anche sugli avvisi già etichettati.

L’alert elenca tutte le gare pertinenti che ha trovato, non un campione: oggetto, stazione appaltante e link, una per riga. Se il tuo criterio ne fa scattare tante da non entrare in un singolo avviso, l’elenco continua in un secondo avviso — «avviso 2 di 2», e se serve un terzo — spedito insieme al primo: nessuna gara pertinente resta fuori. Più avvisi nello stesso giorno sono comunque il segnale che il criterio va stretto.

Il criterio usa al più 6 parole, e contano le parole singole — ma solo quelle che dicono la materia: articoli, preposizioni e congiunzioni («di», «e», «per», «della») non occupano posto e non vengono cercate, perché compaiono nell’oggetto di quasi tutti i bandi e non distinguerebbero niente. Così «lavori di costruzione e manutenzione di edifici scolastici» usa cinque parole delle sei, non otto, mentre un termine scritto in due parole piene — «illuminazione pubblica» — ne occupa comunque due. Anche l’apostrofo separa due parole: «scuole d’infanzia» cerca «scuole» e «infanzia», e spende due dei sei posti. Se ne scrivi di più il radar non parte e ti diciamo quali resterebbero fuori, così scegli tu quali tenere, invece di scoprire dopo giorni che una non è mai stata cercata. Per coprirne altre, tieni attivi più radar con criteri diversi.

Una ricerca può anche non riuscire: la fonte non risponde, risponde con un errore o restituisce qualcosa che non sappiamo leggere. In quel caso non ti avvisiamo al primo colpo — aspettiamo tre ricerche consecutive andate a vuoto, per non scriverti a ogni intoppo di pochi minuti — e ti avvisiamo comunque quando la fonte torna a rispondere. Nel frattempo il silenzio non significa «non è uscito niente», e non ti lasciamo dedurlo: nella tua area, sulla riga del radar, trovi scritto che cosa non ha funzionato, quante ricerche di fila non sono riuscite e la data dell’ultima riuscita — cioè fino a quando il silenzio valeva davvero come buona notizia. Quei bandi non sono persi per forza: ogni ricerca rilegge i sette giorni precedenti, quindi quando la fonte torna a rispondere la finestra rimasta scoperta viene riletta e i bandi in linea ti arrivano nell’avviso di quel giro, senza che tu debba andarteli a cercare. A lasciarne fuori una parte possono essere due cose sole, e l’avviso di rientro te le dice tutte e due. La prima è un’interruzione durata più di sette giorni: allora ti diciamo da che giorno in poi abbiamo recuperato. La seconda è il tetto di 250 qui sopra: il giro del rientro rilegge sette giorni interi di pubblicazioni, quindi è quello in cui un criterio largo lo supera più facilmente, e se succede l’avviso di rientro ti dice da che giorno abbiamo davvero letto, quanti bandi della stessa settimana sono rimasti fuori e che quelli non torneranno in nessun avviso.

Per email ti mandiamo al massimo 20 avvisi all’ora. Se in un’ora ne maturano di più — capita a chi tiene attivi molti monitoraggi con controllo frequente — gli altri non te li mandiamo in posta, ma li registriamo tutti nel tuo storico, ognuno con la sua data e ora, e te lo diciamo con un avviso apposta: per quell’ora il silenzio della posta non significa «niente di nuovo».

Privacy e dati

La configurazione serve solo a eseguire il tuo radar ed è eliminabile in ogni momento. Le elaborazioni sono temporanee: le gare raccolte non vengono conservate oltre il necessario né usate per addestrare modelli, e gli alert restano visibili solo dal tuo account. Per scrivere la riga in italiano che dice che cosa compra l’ente, la descrizione pubblicata su TED — e nient’altro: non le tue parole chiave, non il tuo indirizzo email — viene inviata a OpenAI. È un testo pubblico, pubblicato dalla stazione appaltante sul bollettino ufficiale dell’Unione. Quello che ogni strumento manda al modello è elencato nella pagina Trattamento dati & AI.

Domande frequenti

Posso vedere qualcosa prima di registrarmi?

Sì, tutto tranne il controllo automatico. Il riquadro in cima alla pagina interroga TED nel momento in cui premi il pulsante e ti mostra le gare ancora aperte del tuo criterio — le stesse righe che riceveresti per email, con la stessa riga in italiano e la stessa lingua dell’offerta. Serve a rispondere alla domanda che conta prima di dare la propria email: le mie parole chiave agganciano qualcosa? Su «serramenti, infissi» in Germania, per dirne una, non agganciano niente — ed è meglio scoprirlo così.

Chi scrive la riga in italiano, e posso fidarmi?

La scrive un modello di OpenAI, e riceve solo il testo della descrizione così come TED lo pubblica — un documento pubblico, nessun tuo dato. Prima di consegnartela il nostro codice la controlla: ogni cifra che compare nella frase deve comparire nel testo letto, altrimenti la frase si butta e la riga resta quella della fonte. È un aiuto alla lettura, non una traduzione ufficiale: il testo che fa fede resta quello scritto dalla stazione appaltante, che trovi nella riga e sulla scheda TED. Quando il servizio non risponde la riga non c’è, e l’avviso arriva lo stesso.

Quanto costa?

Oggi niente: il radar è gratis in beta e non chiede crediti né carta di credito. Serve solo un account gratuito. Se un giorno diventerà a pagamento lo vedrai scritto prima di qualunque addebito, e i monitoraggi già attivi non si trasformano da soli in un abbonamento.

Quali paesi sono coperti?

Le gare pubblicate su TED da stazioni appaltanti di Italia, Francia, Germania o Spagna: scegli il paese quando attivi il radar. Altri paesi UE e le gare fuori dall’Unione oggi non sono selezionabili.

Devo scrivere le parole chiave nella lingua del paese?

No: scrivile in italiano. Ogni gara su TED porta la propria categoria merceologica tradotta in tutte le lingue dell’Unione, e un criterio italiano aggancia quella: per questo trova anche le gare tedesche o spagnole. Conviene quindi usare parole che descrivono la categoria — «costruzione», «arredi», «vigilanza» — e non il nome commerciale di un prodotto, che comparirebbe solo nell’oggetto, e l’oggetto resta in lingua originale.

L’importo della gara è dentro l’alert?

Sì, quando TED lo dichiara: la riga porta il valore stimato della gara al netto dell’IVA, così come l’ente committente lo ha scritto, e quando TED tace te lo scrive invece di lasciartelo dedurre. Non è un importo definitivo — su una gara ancora aperta non esiste — e non c’è su ogni riga: misurato il 29/08/2026 sugli avvisi ancora aperti, in Italia lo dichiarano 214 avvisi su 233, cioè 214 su 214 fra le gare vere, perché gli altri sono sistemi di qualificazione; in Germania 26 su 250. L’ora esatta del termine, i requisiti e i documenti restano sulla scheda TED, che si apre dal link della riga.

Quando arriva un avviso?

Solo quando il radar trova gare che non ti aveva mai segnalato. Nessuna novità, nessun avviso: non ricevi un messaggio al giorno per abitudine. Attenzione a un caso: se una ricerca non riesce affatto — la fonte non risponde o risponde con un errore — l’avviso parte alla terza volta consecutiva, non alla prima. Fino a quel momento non ricevi posta, ma non sei all’oscuro: la riga del radar nella tua area dice che le ricerche non stanno riuscendo e da quando. Se lì è tutto regolare, allora nessun avviso significa davvero che non è uscito niente in linea con il tuo criterio.

Come faccio a sapere che il radar sta lavorando?

Sotto la riga del radar, nella tua area, trovi lo stato dell’ultimo controllo, riscritto a ogni giro: quanti bandi aperti la fonte ha in quel momento con il tuo criterio, quanti ne abbiamo letti, quanti superano la soglia di pertinenza e quanti erano nuovi per te — e di quei nuovi, quanti l’avviso ti ha elencato per esteso, con titolo e link. I due numeri non sempre coincidono, e le ragioni sono due. I bandi nuovi che restano sotto la soglia di pertinenza l’avviso li conta senza elencarli; e quando nessuno dei nuovi supera la soglia l’avviso te ne mostra comunque cinque, come campione, così vedi con i tuoi occhi che cosa ha agganciato il criterio — ma anche quelli il radar li segna come già visti, campione compreso. Quando i due numeri non coincidono la riga dice quanti sono, per quale delle due ragioni, e che non torneranno in un avviso successivo. Nei giorni senza avviso — che sono la maggioranza — è lì che vedi se il criterio è troppo largo (qualche bando resta fuori dal tetto di un singolo controllo) o troppo stretto (nessuno dei letti è pertinente), e puoi correggerlo prima di perdere una gara. Se un controllo non riesce — la fonte non risponde, o risponde con un errore — quello stato non resta lì com’era a fingersi di oggi: la prima riga dice che l’ultimo controllo non ha letto niente, e i numeri sotto restano leggibili ma dichiarati per quello che sono, cioè quelli dell’ultima lettura riuscita, con la sua data. Se una lettura riuscita non c’è mai stata, la riga dice anche quello, invece di lasciarti credere che non ci fosse niente da trovare.