Contratto → JSON

Carica un contratto in PDF, anche firmato a mano e scansionato. In testa al risultato trovi la domanda con cui sei arrivato: entro quale giorno deve arrivare la disdetta perché il contratto non si rinnovi da solo, quanti giorni mancano a quella data, e che cosa succede se passa. Un clic la mette nel calendario del telefono o di Outlook, con tre promemoria — due mesi, un mese e una settimana prima — perché fra il risultato e quel giorno passano spesso più di un anno e mezzo. Sotto, il contratto in forma strutturata: parti, date, importi, durata, rinnovo e clausole principali, ognuna con il riferimento all’articolo di origine, in un file JSON.

Di solito è pronto in 1-2 minuti.

Costo: 2 crediti · ≈ €1,80 per elaborazione. La prima elaborazione è gratuita con i crediti di benvenuto. Se poi vuoi continuare, la ricarica minima è di €3,90; i crediti non scadono. I crediti vengono trattenuti all'avvio e restituiti per intero se l'elaborazione non riesce.

  • Se l'elaborazione fallisce, i crediti tornano indietro da soli.
  • Il file caricato resta privato, fuori dal web, e viene eliminato automaticamente: subito dopo un'elaborazione riuscita, entro pochi giorni in ogni altro caso.
  • Ogni risultato passa controlli automatici, con livello di confidenza indicato.
  • Questo strumento invia a OpenAI il testo estratto dal documento e, se è una foto o una scansione, le immagini delle pagine. Dettagli in Trattamento dati & AI.

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Guarda un esempio di risultato

Cosa fa

Legge il contratto ed estrae in forma strutturata: le parti con i rispettivi ruoli, l’oggetto, le date di firma, decorrenza e scadenza, la durata e l’eventuale rinnovo tacito con il termine di disdetta, i corrispettivi e le condizioni di pagamento, le clausole su recesso, penali, riservatezza e foro competente. Le clausole vengono citate testualmente con l’indicazione dell’articolo: lo strumento riporta ciò che il contratto dice, non lo riformula né lo interpreta. E fa per te il conto che il contratto lascia fare: la data di scadenza, anche quando il contratto scrive solo la decorrenza e la durata, e l’ultimo giorno entro cui la disdetta deve arrivare per non far scattare il rinnovo tacito. Quelle due date non restano sepolte nel file: stanno in cima alla pagina del risultato, con quanti giorni mancano, e da lì si scaricano come promemoria di calendario.

Per chi è

Uffici amministrativi e legali interni che censiscono i contratti attivi, aziende che vogliono un registro delle scadenze e dei rinnovi taciti, chi ha in mano un contratto d’affitto, di noleggio o di assistenza e vuole sapere entro quando disdirlo, sviluppatori che alimentano sistemi di contract management.

Come funziona

  • Carichi il contratto in PDF, anche scansionato (fino a 15 MB).
  • Il motore individua parti, date, importi e le clausole ricorrenti dei contratti commerciali.
  • Ogni dato viene associato all’articolo e alla pagina in cui compare; quando compare fuori da un articolo numerato (nel preambolo, in calce) viene indicata la sola pagina. Le clausole fanno eccezione: stando in punti diversi del contratto, ognuna porta il proprio articolo dentro la voce invece di una pagina sola per tutte, e il risultato dice in quante voci quell’articolo c’è davvero.
  • Scarichi il JSON, con l’elenco dei campi non trovati nel documento.

Input supportati

Contratti in PDF fino a 15 MB con testo selezionabile, in italiano o in inglese: forniture, servizi, locazioni commerciali e abitative, licenze, accordi quadro. Anche i contratti scansionati: se le pagine del PDF sono immagini — il contratto firmato a mano e passato allo scanner, o fotografato pagina per pagina con l’app scanner del telefono e salvato in PDF — le leggiamo come immagini, fino a otto pagine per elaborazione, allo stesso prezzo. Vale anche quando è digitale solo una parte e almeno metà delle pagine è scansionata: in quel caso leggiamo come immagine anche le pagine digitali. Il risultato ti dice che i dati vengono da un’immagine: ricontrolla nomi, date e importi sull’originale, e dove una parola non si leggeva trovi «[illeggibile]», mai un valore indovinato. Se la scansione ha più di otto pagine leggiamo le prime otto e il risultato lo dice; se da un’immagine non esce abbastanza testo il lavoro viene segnalato come non riuscito e non ti viene addebitato nulla. Se hai anche il PDF originale del contratto, o una copia già passata da un OCR, carica quella: si legge meglio di qualunque scansione. I PDF protetti da password vengono rifiutati allo stesso modo: senza la password le pagine non si aprono, l’elaborazione si ferma subito e non ti viene addebitato nulla. Apri il file con la sua password, salvane una copia senza protezione e carica quella. Un documento in parte digitale e in parte scansionato, con meno di metà delle pagine scansionate (una pagina fotografata, un allegato firmato a mano), viene invece elaborato e addebitato a partire dal testo digitale: in quel caso il risultato ti dice quali pagine non contenevano testo selezionabile e che il loro contenuto non è nel file, invece di dichiararsi completo. Se invece dalle pagine digitali non esce nessuno dei dati che questo strumento estrae, l’elaborazione si ferma, non ti viene addebitato nulla e il messaggio ti dice quante pagine sono immagini: caricale da sole in un PDF e le leggiamo come scansione. Ogni elaborazione legge al massimo le prime 80 pagine del PDF e, dentro quelle, circa 280.000 caratteri di testo. I due tetti sono tarati per mordere nello stesso punto: misurato l’8 settembre 2026 su dieci documenti di gara italiani veri, è esattamente quanto testo portano ottanta pagine. Solo su un documento molto più fitto della media — un computo metrico, un allegato a righe serrate — è il limite sui caratteri ad arrivare per primo, e la lettura si ferma prima dell’ottantesima pagina. Il risultato dichiara sempre a quale pagina la lettura si è fermata, e il messaggio ti dice da quale pagina ripartire. Se un dato obbligatorio è rimasto oltre il taglio l’elaborazione si ferma e non ti viene addebitato nulla; se invece i dati obbligatori erano tutti nelle pagine lette il risultato ti viene consegnato e i crediti restano spesi, e ciò che non abbiamo trovato è dichiarato come non presente nella parte letta, mai come assente dal documento. In entrambi i casi puoi caricare come lavoro separato un PDF con le pagine che ti servono, tenendo dentro anche le pagine iniziali del documento: questo strumento estrae i suoi dati in una lettura sola, e un PDF con le sole pagine finali verrebbe rifiutato perché i dati di apertura non ci sarebbero.

Risultato

Un file JSON con il blocco fields: parti — una voce per parte, con denominazione, ruolo e dati_identificativi —, poi oggetto, data_stipula, durata, rinnovo, corrispettivo e foro_legge, e infine clausole, una voce per clausola con tipo, numero_articolo e citazione, il testo preso dal contratto. I nomi delle chiavi non cambiano da un’elaborazione all’altra: dentro ogni voce ci sono sempre tutte quelle elencate qui, nello stesso ordine, e una chiave che il contratto non riempie arriva a null invece di sparire. Il file si può quindi mappare una volta sola. Un blocco riferimenti dice, per ogni dato, l’articolo e la pagina in cui è scritto nel contratto, e il numero di articolo di ogni clausola passa dallo stesso confronto: ogni riferimento viene ricercato nel testo del documento prima di essere consegnato, e quello che non si ritrova non viene consegnato affatto, invece di indicarti un articolo sbagliato. Il blocco riferimenti_voci dice se quel confronto è stato eseguito ed elenca i riferimenti tolti: la clausola e la sua citazione restano, sparisce solo il puntatore che non reggeva. In coda, not_found elenca i campi cercati ma non presenti nel documento, così sai subito cosa manca, e un blocco verbatim riporta l’esito del confronto fra le citazioni e il testo del contratto.

Accanto a fields, un blocco scadenze dà la data di scadenza (scadenza, con scadenza_origine: scritta nel contratto oppure calcolata da decorrenza e durata), il preavviso e l’ultimo giorno entro cui la disdetta deve arrivare (disdetta_entro), se il rinnovo è tacito e per quanto; se la prima scadenza è passata e il contratto si rinnova da solo, la scadenza del periodo in corso. Ogni data e ogni termine usati nel conto vengono prima cercati nel testo del contratto: quando manca un elemento, calcolata vale false e motivo dice quale. La stessa riga compare nella pagina del risultato, in cima e non in fondo, con quanti giorni mancano ricontati ogni volta che riapri il lavoro. È un calcolo nostro sulle parole del contratto, non un parere: la legge può dare termini diversi, come nelle locazioni abitative.

Accanto a quella riga c’è «Metti le date in agenda»: scarica un file .ics con due appuntamenti — l’ultimo giorno per la disdetta e la scadenza del contratto — da aprire con il calendario dell’iPhone o del Mac, con Outlook e con la maggior parte dei calendari; su Google Calendar si importa dal computer. Sull’appuntamento della disdetta ci sono tre promemoria — due mesi, un mese e una settimana prima — perché una raccomandata va preparata, firmata e spedita, e conta il giorno in cui arriva. Dentro l’appuntamento è scritto tutto quello che serve quel giorno: il preavviso previsto dal contratto, quale scadenza quel termine protegge, per quanto si rinnova se la disdetta non parte e come va mandata. Il file lo scriviamo solo con le date già calcolate e non ancora passate, e se il termine è passato ma il contratto si rinnova da solo mettiamo in agenda la prima disdetta ancora utile. Quando c’è più di un termine di preavviso scritto nel contratto mettiamo in agenda il più lungo, cioè la data che arriva prima: è l’unica scelta che non può farti arrivare tardi. Gli altri termini restano tutti nel campo rinnovo, con le parole del contratto.

Le parti e le clausole sono elenchi, e su un elenco lungo il risultato può contenerne solo una parte anche quando la lettura arriva in fondo al documento. Non è il limite di lettura descritto sopra — quello riguarda quante pagine apriamo — ma quante voci l’elaborazione riesce a restituire, e non c’è una soglia fissa da dirti in anticipo: dipende da quante voci ha l’elenco e da quanto è lunga ognuna. Quando il documento numera le voci — 1), 2), 3) — ce ne accorgiamo e te lo diciamo: il file porta un blocco elenchi_incompleti con la prima voce che manca, e dentro quality il campo complete passa a false. Quando invece il documento le elenca senza numerarle — trattini, puntini, rientri — non abbiamo modo di accorgercene, e un elenco accorciato ti arriva senza nessun avviso. In tutti e due i casi il risultato ti viene consegnato e i crediti restano spesi. Se ti serve l’elenco completo, dividi il documento in più PDF di poche pagine ciascuno, caricali come lavori separati e unisci i risultati.

Quanto costa

Un contratto costa 2 crediti. Quanto valgono in euro dipende dal pacchetto: con quello da 100 crediti a 49,00 € sono 0,98 € a contratto, con la ricarica minima da 4 crediti a 3,90 € sono 1,95 €. I crediti non scadono, e ogni nuovo account ne riceve 3 di benvenuto: la prima elaborazione è compresa. Un archivio di 40 contratti sono 80 crediti, cioè 49,00 € con il pacchetto da 100 — che ne lascia 20 per i contratti dell’anno prossimo. Il gestore è una persona fisica senza partita IVA e non emette fattura: se alla tua azienda serve una fattura per registrare la spesa, scrivi a info.megaengine@gmail.com prima di acquistare.

Limiti

L’estrazione non è una consulenza legale: la lettura delle clausole e delle loro conseguenze spetta a un professionista. Contratti con molte scritture a mano o allegati richiamati ma non inclusi riducono la completezza del risultato; i campi illeggibili vengono dichiarati tali. Un contratto scansionato e già passato da un OCR si elabora come un PDF digitale, ma un OCR impreciso riduce la completezza allo stesso modo. Se l’elaborazione fallisce, i crediti vengono rimborsati.

Le citazioni delle clausole vengono riconfrontate con il testo del documento. Quella che non si ritrova parola per parola viene segnalata nelle note del risultato e nel blocco verbatim del file: potrebbe essere una riformulazione, e va verificata sull’originale prima di usarla. Il valore non viene mai riscritto né tolto. Se il testo di partenza non è rileggibile, il file dichiara che il confronto non è stato eseguito, invece di lasciar credere che sia stato superato.

Privacy e dati

I contratti sono documenti riservati: vengono elaborati temporaneamente, non vengono conservati in modo permanente per impostazione predefinita e non vengono mai usati per addestrare modelli.

Domande frequenti

Mi dice se una clausola è rischiosa?

No. Lo strumento individua e cita le clausole, ma non esprime giudizi legali: per la valutazione del rischio serve un avvocato. Il valore sta nel trovare subito dove il contratto parla di recesso, penali o rinnovo.

Riconosce il rinnovo tacito?

Sì, quando il contratto lo prevede espressamente: il campo rinnovo riporta le condizioni di rinnovo e i termini di disdetta con le parole del contratto. Prima di segnarne uno a calendario, però, guarda a quale scadenza si riferisce: un contratto può fissare più termini diversi fra loro, e il campo li riporta tutti nell’ordine in cui il contratto li scrive, senza sceglierne uno. Su un contratto di locazione italiano 4+4 ne convivono di norma tre — la disdetta contro il rinnovo tacito, il diniego del locatore alla prima scadenza, la rinuncia al rinnovo alla seconda — e sui due contratti di locazione veri provati il 10 settembre 2026 il campo ne portava quattro e tre. Segnare il primo che si legge è il modo di trovarsi rinnovati per altri quattro anni: per questo, quando mettiamo una data in agenda, scegliamo il preavviso più lungo fra quelli scritti — la data che scade per prima — e il campo rinnovo continua a riportarli tutti perché tu possa controllare quale vale nel tuo caso.

Come faccio a fidarmi che una clausola sia citata davvero?

Dopo l’estrazione ogni citazione viene ricercata nel testo del documento. Il blocco verbatim del file dice se il confronto è stato eseguito ed elenca le citazioni che non sono state ritrovate tali e quali: quelle vanno controllate sull’originale. Se l’elenco è vuoto e il confronto risulta eseguito, ogni citazione consegnata compare nel contratto con quelle stesse parole. Il confronto non si ferma su ciò che non è testo della clausola: il numero di pagina o l’intestazione ripetuta che cadono in mezzo a un articolo, un richiamo di nota, il numero di un comma, gli a capo e gli spazi. Una parola o un numero diversi, invece, la segnalano sempre, e una riga del contratto saltata anche. Misurato l’11 settembre 2026 su 112 clausole di otto contratti italiani veri: prima di questo accorgimento ne venivano segnalate 43, delle quali 7 erano riformulazioni vere; ora 12, tutte da guardare davvero. Su un contratto scansionato il confronto si fa con la nostra lettura dell’immagine, non con la carta: una parola letta male resterebbe sbagliata anche se il confronto la ritrova, ed è per questo che il risultato ti chiede di ricontrollare sull’originale.

Il mio contratto è firmato a mano e scansionato: funziona?

Sì. È il caso più comune: l’affitto o il noleggio firmati su carta e passati allo scanner. Le pagine immagine le leggiamo come immagini, fino a otto pagine per elaborazione e al prezzo di sempre, e nel risultato trovi le stesse voci di un PDF digitale — anche la scadenza e l’ultimo giorno per la disdetta, calcolati sulle date lette. Il risultato ti dice che vengono da un’immagine: ricontrolla le date sull’originale prima di segnarle in agenda. Se la scansione è storta o sbiadita al punto che non se ne ricava testo, il lavoro si ferma e non ti viene addebitato nulla.

Non me lo può dire un’intelligenza artificiale generica?

In parte sì, e conviene sapere dove sta la differenza, perché è verificabile sul risultato che ricevi. Il conto delle date non lo fa un modello: lo fa del codice, e ogni data e ogni termine che entrano nel conto vengono prima ricercati nel testo del PDF. Un numero che il modello avesse ricopiato male non produce una scadenza sbagliata: produce il motivo per cui la scadenza non c’è (calcolata a false e motivo). Una risposta in chat una data te la dà comunque, e non ti dice da dove l’ha presa. Ogni citazione di clausola viene poi riconfrontata con il testo del documento, e quelle che non si ritrovano parola per parola te le elenchiamo invece di lasciartele per buone. Le date finiscono in un file di calendario, non in una conversazione che chiudi e perdi: il termine per la disdetta scade fra mesi o fra anni, ed è lì che si perde. E se il contratto è una scansione lo leggiamo come immagine, fino a otto pagine. Quello che l’intelligenza artificiale generica fa meglio è rispondere a domande libere sul testo: per quello non serviamo noi.

Me lo ricorda quando arriva il momento?

Non ti mandiamo noi la sveglia: te la mette il tuo calendario. Dal risultato scarichi il file .ics con l’ultimo giorno per la disdetta e la scadenza, e da lì in poi i promemoria — due mesi, un mese e una settimana prima — arrivano dal telefono o da Outlook, anche se non torni più su questo sito. Google Calendar importa l’appuntamento ma ignora i nostri promemoria e usa i suoi. Non mandiamo la disdetta al posto tuo: quella la spedisci tu, per raccomandata A/R o PEC, e conta il giorno in cui arriva all’altra parte, non quello in cui la spedisci.

Posso caricare più contratti insieme?

Un job elabora un contratto. Per censire un archivio intero conviene lanciare un job per documento: ogni JSON resta associato al suo file di origine.